31/05/2004
e lo sproloquiar m'è dolce in questa pozzanghera
quando guido mi chiese di scrivere un testo sull'amore, la prospettiva era brulla: la rimozione forzata di cui ero stata oggetto era stata chiarita con una constatazione amichevole, ma la cosa non era così ovvia e liscia da ri-muovere, aveva anzi un significativo coefficiente d'attrito (fisica da biennio...uhmmm)... diciamo che ero ancora in fase di stabilizzazione; la scuola mattarellava discretamente, i limoni quasi in fiore, i fenicotteri degli Invernizzi nel loro specchietto d'acqua a studiarsi da lontano.
i miei erano partiti, e io avevo tutta la casa a disposizione per scrivere - così tanto spazio che il mio rifugio risultò essere lo stesso di sempre, in parte la mia scrivania e in parte il terrazzo. il problema era COSA scrivere - perchè accipicchiolina, l'amore non è mica una cosa da poco, mi sembra, figurarsi scrivere in proposito - è una bella sbruffonaggine. così hanno preso vita diversi fogli affrescati con versi e frammenti dispersi, e alcuni tentativi monchi di quello che avrebbe dovuto o meglio potuto essere effettivamente il testo da presentare al buon guido, ma hanno avuto tutti quanti vita corta, purtroppo, perchè alla luce delcinismo critico-letterario del mattino seguente risultavano "opachi", le idee erano buone, ma la forma e l'aggregazione erano inadeguate.
i miei facero in tempo a tornare dal loro soggiorno nella terra del porceddu, che il testo ancora non era pronto - o meglio- non c'era proprio. in un certo senso avevo abbandonato l'impresa, decretandomi non-idonea a scrivere cose di simile portata. poi il bis-nominato mi sollecitò nella produzione, e arrivò il fatidico mercoledì 28 aprile, il giorno in cui saremmo dovuti entrare a riveder le stelle, e nel quale pomeriggio post-planetario avrei dovuto fare i conti con questo famigerato testo, essendo il termine per la consegna il 29 dello stesso mese.
prima di cena un breve briefing su cosa avrei avuto piacere di dire e una concisa "cosa" che assomigliava vagamente ad una scaletta, poi l'idea dell'acrostico.
aprés la cena una playlist scelta accuratamente, macedonia, lume di lampada e portatile in convergenza sulla scrivania, e giù a scrivere.
...la prima parte è venuta come la marea, la seconda una partita a tetris, in cui non ho decisamente vinto. ma non posso che esserne contenta. e visto che oggi più di un migliaio di A3 sono passati sotto queste dita e domani verranno consegnati al pubblico, pubblico anche qui, e sono mediamente felice di presentarvi

con la precisa intenzione di scrivere qualcosa che potesse anche lontanamente rassomigliare quel gomitolo di sensazioni e collateralità, di cui tanto si gioisce e alquanto patisce, mi sono avventurata in una missione speciale, nel tentativo di catturare ciò che di più sfuggente è al mondo: sua Fuggevolezza l'Amore.
Avrei voluto scrivere un testo innamorato, un testo distaccato, uno sventurato, uno… navigato, un altro saccente o universale, uno minimalista, uno anàtomopatològico e uno entusiasta, per citarne qualcuno; mi sono armata degli artifici retorici più pirotecnici, del periodare più armonioso, e ho scandagliato lemmi su lemmi, in cerca dei più consoni ad esprimere gaudi e sconfitte, e vittorie e dilemmi; ho tentato la via di pretesi poémes en prose (fiori mal riusciti), intrapreso sentieri troppo erti per il mio legger vasello, seguendo briciole di filosofia, guadato i corsi d’acqua e di coscienza per trovare un andamento, una metrica adatta macché – ho immaginato uno stile barocco e pluviale, uno minimale e atomico, in vero affollato come un deserto, un allegretto con fuoco, un adagio che fosse ninnananna e corteggiamento, ho pensato ad un neonaturalismo cinico e spietato, ad un ermetismo prossimo all’implosione, e ad uno strutturalismo emotivo, angosciato dall’incapacità di scegliere tra il sentimento panico del sentirsi parte e animato dalle molteplici relazioni tra le cose, e la quietezza misantropa dell’oggettività.
Ma ho realizzato che forse era l'ineffabilità ciò che cercavo di imprimere sulla carta, di rinchiudere tra i tratti brevi e ratti dell’alfabeto latino e far prigioniera, sperando in cuor mio di rimanere vittima della sindrome svedese: e allora mi sono rivolta a poeti, alchimisti, biologi e navigatori, a medici e matematici, astronomi ed enologi, a profondamente innamorati e a vecchi eremiti, ad abbandonati, sposini e distrutti, a musicisti e dotti, mammoli e cuccioli - e ogni volta che interrogavo un nuovo oracolo, ogni punto riconosceva la propria identità ed ecco, diveniva a sua volta sorgente di altre perturbazioni, centro dell’ ennesimo epicicloide.
Ogni volta che mi pareva di aver trovato il mio Graal mi rendevo conto di essere ritornata proprio in quel punto, dove avevo lasciato quel segno, proprio con quella forma lì, o peggio ancora di essermi persa; talvolta invece il crepuscolo ha portato consiglio, e i colori e le lumeggiature hanno brillato a lume di candela –una residua parvenza di romanticismo per le masse- ma di una luce particolare, una luminosità lattea come l’acido che deterge gli arti al termine del certame, mentre sulle rocce clastiche addomesticate le ultime sinapsi si agitano convulse: ma al crepuscolo seguente l’incanto era svanito, i colori colati, e le forme de-formate, ma senza intenzionalità da lì a qui - e la scultura no, effettivamente era a nontuttotondo.
Rimaneva sempre un qualcosa, che come avrei potuto dimenticare? non lo so, però era lì, e il resto là.
E come vedete, alla fine della fiera, a parte un topolino regalatomi, non ho trovato nulla che rendesse giustizia al nobile argomento, niente di sintetico e dialettico, come dire, completo.
però, se l'intento era scrivere di ineffabilità, forse in fondo in fondo ci sono riuscita.
“…E quando dico < innamorato da morire
- proseguì Qfwfq,-
intendo qualcosa di cui voi non avete un’idea”
I.Calvino
29/05/2004
SATiSFACTiON
la mattinata è delle migliori. fine maggio: piedi e ascelle cominciano a maleodorare, l'esame si appropinqua (esso, e non io), le rose regnano, le zanzare complottano. en passant, il maniaco si è fatto ri-trovare al campetto, sub canestribus, come ai migliori tempi della sua azione terroristica. (peccato che il suddetto campo fosse invaso tout-court dai miei imponenti compagnucci)
prima sessione storio-filosofica passata a sonnecchiare ragionevolmente, tra scambi di parole (celo-celo..manca..destra..celo) qua e là e dimostrazioni di cultura cinematografica coscienziosa e sensibile; seconda sessione intervallata fisico-matematica, in cui i massimi della mia contentezza si sono talmente innalzati che d'ora in poi sarà necessario usare una scala logaritmica per misurarne l'entità. potrei dire, being far too "sgargiant", che il mio sistema di riferimento non ha relativisticamente più alcun segreto da celarmi, ma non lo farò. accetterò la vittoria con un sorriso a en denti, farò salto in alto sul K2 e quel che capita. tremate, soffitti d'Espéria! Tempo di dare la paga nel terzo test di cestofilía a tutti quanti e la partitella era ingaggiata. secchi di sudore e poi a casa. il resto è da giocare. YO!
28/05/2004
baila con migo
credo saltuariamente nell'amore, per questioni di comodità.
se ci credessi ciecamente, l'unica reazione possibile a una potenziale negazione di esso sarebbe la disperazione: ma con buona pace di Kierkegaard, la disperazione può essere costruttiva quanto inutile, se fine a se stessa e immobile. Se dovessi disgraziatamente cadere in una disperazione disfattista, statica e autocommiserevole, quella sarebbe di certo la peggior fine: poichè non produce alcunchè, nè di conseguenza consente vie di uscita.
se invece sono fedele occasionalmente a questo principio motore, trovo che posso goderne frutti e gioie quando c'è, ed aggirare i pozzi bui nei giorni d'ombra, nei quali però non mi dedicherò alla denigrazione nè alla negazione o svilimento, ma semplicemente mi compiacerò della frescura, approfittando della tranquillità mentre le cose avranno il loro svolgimento, finchè l'inconsapevole arciere di turno non passerà per il mio sentiero.
ma quando verrà, l'asse terrestre sarà perpendicolare all'eclittica.
26/05/2004
bollettino storiografico
alla conferenza di Violettopoli, svoltasi nell'anno 2004, fu sancito il posticipo della guerra di Libia, che per convenzione ha avuto luogo in un periodo imprecisato tra il 1935 e il 1940.
fatene tesoro!
25/05/2004
il protocollo de Uann-Chee?
domani c'è la commemorazione dello "zio Nando". Oddio. Non credo proprio che avrebbe gradito una cosa del genere, ma che piuttosto sia un messaggio che la scuola abbia deciso di mandare Noi ci siamo ancora. Mah. Vedremo. io intanto mi do all'impegno civile e coordinerò il gregge affinchè tutti si dirigano verso i recinti assegnati. Praticamente una vigilessa urbana.
e al pomeriggio terza prova minata da attacchi di sonno e febbriciattola terrorista. doppio-baaaah. che poi è una simulazione, ma guarda un po', ne tengono conto per aggiustare le valutazioni. chèzz!
24/05/2004
Ein e Stein viaggiano su due vagoni, uno incontro all'altro ad alta velocità
oggi ho trionfalmente finito la due giorni di detersivo lenitivo. sento che mi mancherà, il caratteristico sapore alla vitamina C. addio, mio amato! (sniff!)
..in compenso mi soffio il naso poche volte ma significative. e con particolare voluttà. ( ! )
23/05/2004
cent mille milliards de violette
mentre facevo finta di studiare per la terza prova un'interrogativo mi ha trafitta: i poeti si ricordano a memoria tutte le loro opere?
o lasciano che siano altri ad imprimerle nella memoria? o scrivono perchè qualcuno si ricordi di loro, pur indirettamente, ricordandosi delle loro parole?
o forse compongono per non obliare parti di loro, o per riesumare salme o rianimare inerti?
perchè scriviamo?
22/05/2004
dinamica dei fluidi mucosi
ecco, c'era da aspettarselo.
il fagottino truffaldino è rimasto a farsi i gli affari suoi in un luogo imprecisato della mia cavità orale, il bastardo.
oppure semplicemente la stavo covando: fattostà che dopo aver scaricato poeta, dj e sodale del dj nei pressi di Missori, declinando cortesemente l'invito (invitus, inviti, invitis... o è della quarta? boh) a brerizzarmi per via della necessità di accumulare un numero decente di ore di sonno, sono cenerentolicamente tornata alla maison per andare incontro ad una notte pressoche insonne. Quindi, tanto sarebbe valso restare in buona compagnia, inveche che me myself and my gola inf(i)a(m)me.
e stamattina dulcis in fundo noctis mi desto con un subbuglio corporeo che comprende scarso senso dell'equilibrio, folle di muchi vari che pretendono di uscire a vedere il panorama, un concerto degli slipknot (che trovo abbastanza fastidiosi) tra le tempie, i neuroni in sciopero e altre amene presenze. ci manca solo che abbia la febbre...
ma prego siori e siore si accomodino, lo spettacolo ha ancora grandi sorprese in serbo! (e in croato?) e infatti, 37e4. alè.
stoicamente decido di trascinarmi lo stesso a scuola. c'è la presentazione di Wittgenstein e non ho intenzione di perderla, e poi con la fortuna che ho so già che se resto a casa la prof spiegherà le conclusioni della relatività ristretta o qualche trucchetto spassoso sulle variabili aleatorie, a scelta. è murphyco.
ho resistito quattro ore, poi ho ceduto e sono uscita a mezzogiorno, dopo essermi fatta rimproverare dal professore orsacchiotto di ginnastica per la mia condotta spregiudicata sulle due ruote, e ho riparato verso casa, in tram perchè di andare in metropolitana non se ne parla in ogni caso.
adesso sto sorseggiando un intruglio aberrante di qualche medicinale allo spacciato gusto di "vitamina C" (non sapevo che le vitamine avessero un sapore specifico) in un bicchiere che dimostra che la termodinamica ha le sue ragioni: e il tutto è particolarmente disgustorama perchè tra il bicchiere caldo e il "sapore di vitamina C" non so quale dei due mi ricordi di più di un bel lavaggio in lavastoviglie. In effetti non ho assistito alla preparazione del composto (tra l'altro le dosi erano sbagliate, mi sono giusto ritrovata con della polverina schifosissima che era sfuggita alla soluzione), quindi potenzialmente POTREBBE anche essere detersivo.
ho gli occhi che minacciano di abbandonarmi seduta stante (si, in effetti sono seduta) se non abbandono la videoscrittura, e PG che mi sussurra parole dolci all'orecchio. credo quindi che me ne andrò.
con tutto il mio intasiasmo.
21/05/2004
a spasso con la michi
diciotto anni ed evidentemente non ho ancora imparato come si respira mentre si mangia.
oh ma insomma - non è normale: periodicamente una sostanza alimentare di vario genere si sottrae all'ineluttabile (non così ineluttabile, forse) destino di BOLO e si ficca in un angolino, un pertugetto al di là rispetto a quell'oggettino che ci rimbalza in gola detto velopendulo (eh sì) e al di quà rispetto a laringe faringe epiglottidi varie ed eventuali - lì, avete capito.
...e questo bolo ribelle da un fastidio mortale!!!! tra l'altro mamma per rallegrarmi mi ha predetto che se non riesco a sbarazzarmene entro tempi utili il bastardo mi infiammerà la regal gola, evviva!
l'ultima volta alla fine con una serie di rumoreggiamenti gutturali e orrorifici e manovre di accerchiamento della mucosa ero riuscita ad estradire il PEZZO DI BISCOTTO ALLA MELA dal mio organismo, chissà quali saranno le sorti del fagottino alla crema. mappòrc!
pomeriggio con visita al palazzo boschi-di stefano. La prima parte mette alla dura prova, ma poi ci sono Fontana, Baj, alcuni informalisti pregiati, Savinio e un epigono di Roth. Yo.
19/05/2004
ars divaricandi studentes cum electromagneticis campis
eccola, impavida, a cazzeggiare in rete a un po' di ore dal famigerato compito sull'elettromagnetismo, mentre aspetta che il rancio sia scaricato nelle marmitte caserecce: stasera mi spettano riso col formaggino (un cult del violettismo) e le polpette home-made.
orbene - la battaglia effettivamente è stata combattuta, feriti e caduti sono ancora in numero imprecisato; come aveva intuito l'esimio stratega preposto alla base (9°20' E;45°25' N), l'offensiva non ha fatto uso di extracorrenti. ma di ben altro.
Non era un compito, era un crick! (non "Crick"!)
(ripongo le mie speranze nella ribellione dei miei mitocondri prima vel durante la restituzione di questo compito-kierkegaard. tanto mi pentirò, sia che mi impicchi sia che non lo faccia)
17/05/2004
- maxwell + violette
eccola, impavida, a cazzeggiare in rete a poche ore dal famigerato compito sull'elettromagnetismo: terremoto e traccedia!
orbene - le pagine in proposito le ho passate quasitutte in rassegna: mancano all'appello soltanto le leggi di carica e scarica e le extracorrenti, che siccome il signor Battimelli è un burlone le ha messe in fondo al libro... così io, che in fisica amo ascoltare più che leggere, vengo presa di sorpresa nell'atto atroce dello studiare sul libro. vabbè, son cose.
ho deciso che appena mamma si gira io piglio la scala la piazzo sul cortile ed emigro sul terrazzo dei buzzini, aka quelli del piano di sopra. Devono avere una vista più che meravigliosa!
via, è tempo di compilare il vademecum, me quoque!
16/05/2004
sdrasdvuitze!
un mese all'inizio, alla fine e all'inizio della fine delle ostilità.
la cosa curiosa è che il mio organismo sta attuando una tattica difensiva spontanea, contro la paralisi da panico pre-esame: una paralisi alternativa, in cui non faccio niente di scolasticamente significante, ma non per eccessivo carico, bensì per eccessivo s-carico. (e come insegna mr. elettromagnetismo, carica e scarica di un condensatore sono processi pressochè identici, quanto a bilancio energetico. credo. ma non c'è da fidarsi)
e così ecco la rassegna di ore passate in terrazzo tra eterni ritorni, oggetti allungati inequivocabili simboli di falli di varia misura, topi che costruiscono labirinti a cui sfuggire, come divertissement, probabilità meteorologicamente condizionate e aleatorietà del passaggio di nubi, rondini e rose, continenti alla deriva e derivate, integralismi vari et cetera. Mi sento aerodinamica.
ieri l'ennesima conferma che la mia cittade non fa per me universitariamente parlando, non quando alla parola semiotica l'egregio professorame della statale strabuzza gli occhi e mi parla dell'unico esame all'interno della laurea brevissimissima, talmente breve che mi viene da chiedermi per quale motivo mi sto preoccupando così (ometto avverbi di quantità).
ieri la piacevole constatazione che milano è meravigliosa, e le mie abituali e quasiperiodiche peregrinazioni seguono un percorso indubbiamente delizioso, squisito quando gli occhi che lo ammirano sono al quadrato.
e la sera? vicoli esotici dove credevo di aver già posato le suole e invece no, non ci ero mai stata, le vie del centro illuminate soffusamente e rese più morbide, nella loro marmoreità, da quel venticello che sa di mite, e inebria silenziosamente di placida e serena pace con il sistema di riferimento in cui interagisci, altro che etere - passeggiare a braccetto dove ogni milanese passeggia distrattamente, e raccogliere la magia che i passanti distratti lasciano cadere dalle tasche, assaporare il contingente e diffidare dell'universale, dove tutto si confonde - perchè per il momento il tempo è troppo fuggevole per contemplare altro che istanti, e farlo istantaneamente e senza soffermarsi troppo, calcoleremo l'integrale più tardi.
Per il momento solo carpe..........diem..... lads!
14/05/2004
+ astronomia - elettromagnetismo
aprés la pirotecnica esposizione di tutte le verità che nessuno aveva mai osato dirvi sui campi magnetici generati da un filo percorso da una frizzante corrente i, non senza colpi di scena e rivelazioni scottanti, o meglio, elettrizzanti, le più facoltose facoltà delle università dalle facoltà facoltose (che parola buffa, "facoltà") mi stanno contattando per offrirmi già un posto nei loro phd più strafighi. eh, son cose. no, non affollatevi.
oggi ho dato adito ad un regal poltrire pomeridiano, seguìto dalla periodica acquaticizzatio del vendredi. olè.
e siccome martedì abbiamo il compito e io so SOLO QUELLA FORMULA CHE HO SPIEGATO, ritorno al vecchio slogan. sayonara, cocchi.
13/05/2004
Dovrei arrabbiarmi per il secondo periodo. in effetti, delle sue tre canzoni che conosco, una mi piace, la seconda no, della terza ho scoperto di apprezzare più che molto il testo. Tiè !
10/05/2004
- Immaginati un mondo senza tutto questo.
- senza cosa?
- Non importa, tu immaginalo.
09/05/2004
thy fearful simmetry
troppo comodo glorificare le proprie posizioni.
troppo scomode le opinioni altrui.
se costui che ribatte mi è antipodico, io non posso che aver ragione.
ma se costui mi è simile? va eliminato. discriminato pe'l capello nell'ovosodo.
la verità è che le mie cellule sono state sottoposte ancora una volta a una scarica di serotonina mista endorfine, ma di tipo intimista.
quindi la terrò per me.
in placiditate calliditate et ... beh, insomma, chi si ricorda come si dice bellezza in latino si immagini la parola scritta qua'ffianco. per gli altri uno strudel (o kartoffeln!)
08/05/2004
BA BE BI BO BU
oè, ma dico, siamo a maggio. m a g g i o.
e qui si gioca a rimpiattino? e che è!? Disciplina, per Giove!
Pomeriggio di fallimentaria ricerca letteraria in Sormani. Farò un test del DNA - sono fermamente convinta che nei miei geni sia insita una decisa incapacità bibliotecaria... ecchecchèzz.
no ma con comodo, visto che devo uscire - prego prego diluvi pure! come se fosse a casa sua! no hay problema, le rose sono appena fiorite ma fa niente... no no. davvero.
Arriverò (se arriverò) bagnata come il pulcino del detto... dovunque vada a finire
04/05/2004
cosa risponderesti al demone?
ci è voluto un fisico nucleare per rallegrarmi sul mio futuro prossimo. ma ce l'ha fatta.
è bastata un'ora di consiglio di classe per di-mettermi di buon umore, accidenti, trémìlaseicènto secondi a parlare di esame esame esame e sa a me che me ne importa? nada! basta! ho già abbastanza nausea per conto mio! uff!
marx con tutto rispetto sarà anche importante, ma l'ordine di grandezza dei miei tempi di apprendimenti rasenta quello delle ere geologiche... meno male che c'è Friedrich.
03/05/2004
pass me the duct tape
no eh, non è bello per niente.
pedinata. mondieu. il mitttico sgangherato della provolatio sub canestribus ha individuato i miei amici, per disgrazia ne conosce alcuni - e con nonchalance tenta di sgraffignargli il mio numero di telefono, dopo che io con un acuto stratagemma ero riuscita a deviare la richiesta diretta facendomi dare il suo, promettendo uno squillo e, neanche a farlo apposta, cancellando il suo numero. Qualche dio salvi il mio Pertichino, che ha eroicamente finto di non avere a portata di mano il mio numero!
come saggiamente dice il mr. dj, c'è una sola soluzione: procurarsi un consorte. Altrimenti sarò costretta a scaraventargli in faccia il fatto compiuto che è inguardabile, a quanto ne so pure imbarazzante nell'eloquio, e che assolutamente si deve levare dai miei intorni.
insomma, io devo preparare fiumi di interrogazioni e ci si mette pure questo. non c'è più religione.
02/05/2004
sonetti e arte materica
seguimi mentre corro
raggiungimi mentre volo
mentre esco fuori dal coro
mentre perdo il controllo
Squisito fine settimane propriamente detto. Un mese e mezzo, poi si vedrà.
lì o là.