26/06/2004
l'arte di ridere col naso
viole on the road - again
finiti gli esami a tempo record, adotta l' "esame-altrui-watching" come hobby mattutino, dorme, legge galapagos e cazzeggia nel pomeriggio, esce la sera, con manipoli di "maturati" sempre più folti.
stiamo finendo. uno ad uno.
si prepara a tornare sulla scena, mentre tutti sono al fury, bastardi. Stoicismo made in Lamber, altrochè - e Minnie's a palla. YO!
20/06/2004
de cancellatio turis
Gazzettino studentesco delle 8: stiamo assistendo alla più imponente manifestazione di "scioltadimassa" degli ultimi anni. il cagotto fulminante, impietoso, colpisce ogni maturando facendogli perdere dai 2 ai 3 kg in vista dell'imminente terza prova! Se anche tu sei dei nostri rispondi a questo grido: mistocagandoaddossoooo!!!
Risveglio in ora tarda, allietato dal bollettino delle funzioni corporee di fede.
violetta entra in modalità calma serafica. c'è tutta la notte per agitarsi - nel sonno.
ho mandato al bidet (bidet? bidè?) la storia. e il suo referente. ye. yo.oi!
17/06/2004
uh, avevo detto che avrei riportato (da dove?) il delirium. pardonnez moi. me ne shcordai. ai ai ai.
tadann
I dialoghi dello spioncino
-campaneeeeeello. eee.
-No guardi non compriamo niente siamo atei con la tessera di ciclobby frequentatori post-panch del leonka e consumisti d’occasione e straight edge carnivori e vedo che indossa un maglione che come minimo è di lana pensi a quegli agnellini insomma già immagino cosa ha digerito a pasqua, no non me lo dica! Ma se vuole ho un opuscolo di Agire Ora o della Lega Allergici alla Sogliola e il mio dromedario nano fra poco farà i cuccioli, non è che desidera ardentemente e politically-correctemente accudirne uno? Solo se però mi garantisce amore incondizionato verso la bestiola… Sono creature molto sensibili – sa, la gobba… con un po’ di fortuna potrebbe anche buttare giù qualche verso! (BURP!)
-No senta io devo solo consegnarle il certificato elettorale. Una firmetta qui grazie.
-Si perché ho scritto in fronte sali e scendi il tabacco, che ti lascio giù la mia firma, he! E pure un florilegio di impronte digitali e sputacchietti qua e là di ptialina ma certo certo – guardi che ho visto CSI so cosa vuol dire! E non si illuda perché sto memorizzando la sua fisionomica da psicopatico e scaricatore di porto camuffato, mi faccia indovinare ha qualche tatuaggetto nascosto inneggiante alla malavita puttane ancore mamme coltelli o… Coltelli!? Aaah! L’ho sospettato da subito – lei è indubbiamente un maniaco sessuale, lo deduco anche dal suo giocherellare incessante con quell’oggetto di forma allungata a forma di penna! Ah-a! Beccato!
-Senta mi mette o no ‘sta firma?
-Beh dai mica c’è da vergognarsi dai – e poi essere ghéi non è mica reato. Oh, scusa, non è corretto chiamare i ghéi ghéi, un mio amico che è ghéi e dichiarato pure (che è ghéi) mi ha detto che chiamare ghéi i ghéi non è corretto verso i ghéi. Ma secondo te, che magari ne sai di più, le geisha sono regine déi ghéi? O déi, siete voi ghéi? Poi è arrivata la mia amica che è lesbica ma io la chiamo omosessuala e mi ha detto che chiamare ghéi i ghéi è poco corretto anche nei confronti delle lesbiche, che lei dice che non sono ghéi ma sono lesbiche e allora abbiamo avviato un dibattito gnoseo-epistemo-etno-psico-etimo-ana-logico su questa denominazione ignomignosa oh no che sbadata intendevo ignominiosa (ma sono fuorviata dalle radici di questa parola che indubbiamente rimanda alle miniature pirografiche della media-padana! Ehe! Son cose!) che diciamocelo è proprio un po’ sessista. Il che se ci pensa è strano perché in fondo voi non siete molto sicuri del vostro sesso o meglio non ne siete soddisfatti. Volete andare contronatura, no? Ma ci pensa, anche i greci erano tutti un po’ culattoni. Poi sì, avevano le flautiste ignude che pascolavano pei portici ma quello checcentra, rimangono culattoni, sì sì. L’amore platonico! Lo sa che era veramente?! EHE! Qui casca l’asino! Che poi secondo me essere ghéi dev’essere pure una minima filosofico, ci ha mai pensato? Magari mentre espletava i suoi bisogni ugualmentesessuali – insomma socratizzare, viene da Socrate no? Ebbè! Ci sarà allora qualche collegamento! Non trova?
-Sicuramente, ma se vuole il certificato deve lasciarmi questa firma qui.
-Sì sì, ma non ho finito di raccontarle della mia amica omosessuala. Insomma lei non è che si veste da uomo o cosa, però è lesbica e litiga con il mio amico che ho scoperto essere lesbico e litigano perché dire ghéi è un atto sessista perché esclude la sfera femminile da attività del genere. Dice “Su alcun vocabolario di idioma conosciuto compare sotto la voce ghèi s.m., capitOo?” poi si aggiusta gli occhialini da segretaria porno e telefona a una delle sue fidanzate, mentre il mio amico felicemente ghéi corre a spulciare i vocabolari anche dei dialetti, dove trova le espressioni più turpi riguardo al suo status. Ha percaso portato i certificati anche a loro? Perché sennò ce li porto io, non si disturbi troppo, già le avrò fatto perdere qualche minuto del suo prezioso tempo elettorale di civico funzionario statale attento all’opra civile di massimi intenti democratici unitari europei sì nobili sì mobili!
-Guardi che se non vuole votare per me non fa differenza. Ma senza certificato non vota.
Volere, volere! Tra il volere e il potere c’è il mezzo! O forse lei si chiama Arthur? Che nome delizioso! Anche se è ghéi e pure maniaco! Veramente squisito! Penso che se mai dovessi avere della prole onorerei il mio essere prole-otaria chiamando mia figlia Arthur… così se dovesse diventare omosessuala non avrebbe problemi, ha già il nome da u-omo. Ecco vede visto che lei di nome fa Arthur le cose cambiano. Ma un dubbio sorge colà dove si vuol tel quel che si puote: scusi lei cosa vuole da me? Io non sono uomo, e lei sarà pur maniaco ma se è culo, ops pardon excusez-moi pour le mot je intendév ghéi, beh si insomma quello, guardi che qui da me non trova niente di suo gradimento! A meno che il suo essere mani-aco non riguardi le mani –le mani? Oh che romantico, sì, sa, se non lo so io! Su! In verità le mani sono la prima cosa che guardo in un uomo! (ma lei si considera uomo? O fa la parte femminile? La contro-parte femminea? O fulminea le terga altrui forse?) Oppure ha problemi nel secernere bile? è biliaco? Anche un mio suocero sì, lo era. Un grasso d’arrosto proprio. E non riusciva neanche a mangiarlo bene eh eh! Come sono perfida! All’animaccia sua! Ma la nostra era una bella intestina, d’altronde, era inevitabile che non scendessimo a piatti. Ce le siamo dati quatti quatti e poi chi si è visto si è visto. Oppure vediamo, potrebbe essere un collezionista di meteoriti raeliano, che mi dice? Ma le vostre astronavi sono fatte di materiale basaltico? No??? Allora lei mi sta truffando! Aha! Beccato! Trouffault-dino! Adesso le do quattrocento colpi in faccia poi ne riparliamo, ma guarda te!
-guardi ho ancora quattrocento certificati da consegnare. Mi lascia fare il mio lavoro o è una forma alternativa di ostruzionismo politico?
-ma quali struzzi io le ho chiesto se vuole curarsi di un raro esemplare di dromedario alato, prima che finiscano al Morini! è una causa giusta! E nobile! Anche se sono contro il ritorno dei Savoia la sostengo! J’accuse!
-una firma, avanti, non le sto chiedendo un grande sforzo.
-mi viene a parlare di sforzi, lei! Lo sa che domani c’è l’esame di immaturità? Il tempo delle mele è finito! Basta con le Merci Marceau, de l’eau, s’il vous plait garçon je suis en tren de sortir, le uscite sono lì lì là. Le porte color lilla le piacciono ? a me no. Mi fanno vomitare. Perché ripenso a quel ricordo che ho rimosso di quando devono avermi seviziata con alimentazione ittica e le pareti saranno state lillà e siccome prima dello shock anafilattico ci passa una vomitata mondiale più che eurasiatica, allora se penso al lillà vomito. Figuriamoci con i cincillà. No grazie, ho già i miei opuscoli della lega anti vivi-sezione del cono inscritto in una sfera celeste oh che bel suono ruota ancora sul piano che mi liquo ne li occhi tuoi oh sì oh sì. Olè. Non sente la mia alma caliente? Noche de fuego, ogni guapo piego! Ma lei sì è caruccio ma è ghéi, nò – non se ne fa niente. Io sono diversa, sono etero. Assortita. Ascoltavo cross-over, pure. Sono andata al concerto dei Lìmbizzkitt. E lui fa tanto il figone pieno di donne poi è un tappeto e neanche persiano percui ciccia col fascino medio-orientale non becca proprio niente. O magari a lei piace. Magari invece di Montale esce la traccia sui Lìmbizzkitt, sa le loro liriche sono a sfondo filosofico. Però in effetti la traccia è letteraria, quindi gnente.
-guardi che me ne vado.
-ma no, dove va! Non le ho ancora offerto il tè verde ooooolong di fòrnumemméson! Una sciccherìa! Anzi se ne vada pure che me lo bevo solo io! Il mio tesssssoro! Tiè!
(...)
Scripta volant
onore e gloria ai musicofili dirimpettai che hanno deciso di mettere su un quartetto d'archi. e di provare in front of casa mia, con le finestre aperte. la matematica è possibile, la maturità passabile. per ora.
15/06/2004
Baby got a hand, got a finger on the trigger!
Yeeee baby's got THE exam to-morrow! olè olè olè. Basta, non vedo l'ora. E' ora di AGIRE! ORA!
come promesso mi sono diretta verso la pisces-piscina COZZI (che di nome faceva Robberto) e per strada sono inciampata in Fede (buffa, come espressione) e le sue angosce pre-esame dettate da una fidanzata pre-ssante che esce con una media quasi-sferica e ha il coraggio di sentirsi pre-occupata per gli scritti. ussignùr. E io l'ho velatamente trascinato in piscina a nuotare. ye. io ho fatto pochino, meno di quello che in realtà avevo programmato di fare, ma fa niente, il kilometro emmezzo c'è, e poi la Cozzi a me piace un mondo, perchè quando guardi giù nel blu è profonda, alla filosofica mia amata Bacone rischi di grattare il fondo con gli alluci. Anche Fede ha nuotato. stanco morto, ma ci credo, si agita come neanche un pesce fuor d'acqua. presenti i soliti sboroni-vongola e i soliti mostri del mezzofondo, massimo rispetto, anche se risultano sempre un po' prepotentucci. bè.
poi sono ita a casa e poi sono re-ita a casa del mio migliore amico di sempre a intermittenza a fare l'aperitivo. ci ha raggiunti guido che voleva salutarmi prima dell'esame. insomma non avrei saputo programmare un pre-esame migliore. adesso scelgo cosa leggere poi nanne profonde. domani si rockkeggia! SPACCC'ilCUUUUUUU!!!!!!
ah, domani "posto" il testo-delirio che ho scritto oggi per sfatare il mito della tensione pre-esaminanda. YO!
13/06/2004
Main Entry: re·pri·sal
Pronunciation: ri-'prI-z&l
Etymology: Middle English reprisail, from Middle French reprisaille, from Old Italian ripresaglia, from ripreso, past participle of riprendere to take back, from ri- re- (from Latin re-) + prendere to take, from Latin prehendere
(…)
3 : the regaining of something (as by recapture)
regain consciousness. Just For One Second.
Take a look. A-round.
Close your eyes. You have seen Enough.
08/06/2004
due ore
stamane mi sveglio mattiniera, alle sette, nel più dolce dei mo(n)di possibili, ancora vestita rifugiata sotto le coperte di un letto soffice di una villa in campagna, anzi della Villa; mi assopisco una mezzoretta ancora - ti sei addormentata di nuovo... - poi mi alzo, prendo atto dello sconvolgimento dei miei tratti somatici, stropiccio gli occhi e ciondolando scendo al piano terra, dove mi aspetta una tazza di caffè da svegliare un ghiro e un pezzo di torta. devo guidare, quindi mi devo nutrire a modo - altri 70 chilometri verso casa, con altre anime a bordo.
stamane mi ri-sveglio mattiniera, alle tre, nel più dolce dei modi possibili, tenuta da casa rifugiata sul lettone dei miei genitori nella mia casa qui in città, la Casa; mi ri-assopisco una mezzoretta ancora - sapevo che ti saresti riaddormentata - poi mi alzo, prendo atto dello sconvolgimento dei ritmi biologici, stropiccio gli occhi e ciondolando re-cognisco il piano fino al frigorifero, dove mi aspetta una sorsata di un delizioso succo alla frutta esotico pesca e limone da rinvigorire un emofiliaco. devo studiare, quindi mi devo rifornire di liquidi a modo - altri 7 metri verso la scrivania, a studiare di altre anime.
02/06/2004
aperitivo della casa
balzelli sulle scale uscendo dalla metro, con quel sorriso spavaldo che hai scelto come araldo da qualche giorno: piovicchia ancora, ma non quanto a Missori. Alzi lo sguardo e la vedi: assomiglia molto vagamente alla signora Ludmilla o meglio Ludka, la tecnica del laboratorio ma no, non è lei. Invece è proprio lei, co-lei di cui porti come souvenir quattro nei sul braccio. non c'è dubbio. ha perso la sua aria da pediatra sadica-fintoamorevolmentepacata, in cambio ne ha acquistata una stanca e scavata dalla routine - muove la testa verso il lato, come se scacciasse qualche pensiero scomodo che le ronza in testa, chiude gli occhi scendendo le scale; in mano tiene dei sacchetti, e non indossa più il camice bianco che la contraddistingueva nei corridoi della premiata scuola elementare Leonardo DaVinci. In realtà tra mrs DeSade e la signora Ludka le uniche cose in comune sono proprio il camice e i capelli rossastri, se proprio vogliamo anche gli occhiali (ma non è che tutte le persone con gli occhiali si debbano assomigliare!).
le elementari sono state cinque anni di chiassosi intervalli in cortile e in corridoio, di faide sanguinose e assassine e affronti alla pubblica autorità, sprezzanti defenestrazioni del grembiule orribile, avanguardie sessuali molto-pre-adolescenziali, leggende metropolitane, repubbliche democratiche sulle fronde della piazza, 31 maestri, lepidotteri e power-rangers. E, naturalmente, di vaccinazioni varie ed eventuali, ovvero parecchie visite nei sotterranei sado-pediatrici.
al quinto o quarto anno alle ragazze toccava il vaccino per la rosolia, e l'annesso curriculum della malattia rischiosisssima. così, tutte quante giulive a fare la punturilla.
io le punture le odio, non le sopporto, non ne voglio sapere - ho paura dell'ago. bleh. e al tempo era molto peggio di adesso. quindi ci vuole poca fantasia per immaginare a che punto fossero tese le mie membranine muscolari mentre la signora Sado mi ordinava di stare tranquilla e la sua assistente Masina mi stava a fianco reggendo il simpatico vassoio metallico con sopra gli strumenti di tortura. Finì per farmi quattro-dico-quattro punture, perchè, disse "hai teso troppo il braccio" e l'ago non aveva preso quel che doveva prendere. Alla fine mi avevano iniettato così tanto vaccino che gli agenti fecero comunella e, puntuale come il natale, io mi beccai una mezza rosolia - che bellezza - e i quattro nei sul braccio. ahichemal.
quando poi ero tornata a scuola si era scatenato l'inferno: la bella francesca si era inalberata perchè il suo Luca aveva passato tutti i giorni della mia malattia a preoccuparsi per me (che ciccio), più varie altre remore, e al mio ritorno il putiferio. La scenata mentre io ero in bagno, dopodichè mentre mi sciacquavo le mani arriva la bella Francesca infuriata, si affaccia al bagno praticamente in lacrime e mi sputa addosso un "sei contenta adesso puoi anche tenertelo per te il tuo Luca!!!!!".
scarti a sinistra per non ostruirle il passaggio, la guardi in volto finchè la posizione te lo permette, poi alzi lo sguardo: piove, ma non quanto a Missori.
01/06/2004
il vero ispirato non è mai ispirato, lo è sempre