30/11/2004
INDOVINA CHI C'E' IN xBIBLIOTECAx?
Visto che ho ufficialmente fatto la sua conoscenza ed è diventato mio marito in meno di 10 minuti, mi sembra quantomeno doveroso aggiungere ai link il blog di Lorenzo! (no, non ho fatto copia incolla, è che siamo con-sorti ed è giusto che i post siano speculari!)
Ieri pioveva e giustamente ho girato a mo' di trottola òll aràund malano, la sera superabbiocchissimo (e questo è un ELATIVO ed è giusto! olè!). La soddisfazione è una cosa che tutti dovrebbero provare.
Oggi Mr. Paolino Borruso è stato ampiamente rimbalzato pro in primis l'Annunziata e in secundis un episodio imbarazzante con tè e pasticcini, tertium datur l'ennesimo caso di infrazione di promessa a sè stessi. Io mi riprometto sempre di "non farlo mai più" perchè qui perchè là, e poi invece lo faccio di nuovo perchè è irresistibile. E poi ci penso su e decreto che la devo piantare. ..Fino alla prossima volta.
Domani si gioca a fare gli infiltrati. Grazie all'ATM, e ai fantastici orari con quattro-ore-quattro buche. Olè!
29/11/2004
Esco quando piove
Scrivo "me" in tutto questo
Scrivo di te,
e poi (crepi tutto) il resto.
Caro il mio pubblico non troppo selezionato, volevo dirvi (un'altra volta) che il cattivo tempo è solo uno stato d'animo.
E che oggi il cielo è azzurro. Come la mia felpa.
28/11/2004
Violeath Metal
La vita è una curva sinusoidale. Appena credi di aver trovato il tuo equilibrio, qualcosa lo perturba e oplà, sei di nuovo a variare la tua entropia e l’energia potenziale (e quella meccanica, ovviamente). Quindi è del tutto in regola che appena dichiarata la bellezza e il quasi ordine del reparto ciddìs, arrivi Filippo in veste di Babbo Natale! (ma ti voglio bbene!)
Oggi ho studiato. Incredibile. E quasi quasi lascio questo come ultimo messaggio, per oggi, perché sia ben chiaro e leggibile e si eriga in tutta la sua maestosità e nei profondi significati dell’espressione, e che tutti voi pensiate alla mia angelica figura mentre consumo candele immersa nei libri, creando una dimensione a sé dove esiste solo mé, con l’aiuto delle onde sonore sataniche dello stereo. E sono sicura che la signora di sotto gira per caso in guepièrre (o come si scrive) inneggiando qualche passo della bibbia che tiene in casa Lara. E canta le canzoni degli Impaled Nazarene. Sìììììììì. E io ho volutamente dedicato la giornata al tamarro e al metallo, stasera i turn emo. E mo’, sapete che vi dico? Che i Minnies sono un po’ Nu-Metal. Sissì. ( Tadzio converrà sicuramente con me! ) E mo’, ciò che Viò dettò:
O G G i H O S T U D i A T O.
(uaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooo)
27/11/2004
Schön!!
La vicina di casa è venuta a raccontare a mamma le gioie e i dolori di essere in menopausa. È sorprendente come le persone siano in grado di comportarsi: la stessa ha più volte tentato e ancora tenta di in-tenta-rci causa per via delle perdite del nostro balcone, che affliggono la di lei camera da letto. (Ma che vuole? A me una volta è piovuto in camera!) Peccato che la suddetta superficie incontinente sia stata messa sottosopra e dotata di un gigantesco pannolone architettonico anni fa, e che ora non ci siano più perdite di alcun genere, ma solamente pezzi di intonaco secchi che in segno di protesta minacciano di crepare anche tutto il restante soffitto – basterebbe una spennellatina nuova. Vabbè. E ha passato un anno a telefonarci, appena vedeva qualche goccia di pioggia, e a farcelo notare. In pratica un servizio meteo aggiornato al secondo.
“Eee mi scusi ma… piove…”
“Ah! E’ vero! Grazie signora non me ne ero accorta”
“eee non è giusto…”
Una volta la goccina che s-gocciolava dall’angolo del balcone, una volta la foglia d’oleandro che si era andata a posare sul suo balcone, e altre amenità del genere.
In più, va specificato che questa non è una vicina qualunque. Innanzitutto è della scala senza ascensore – fattore non indifferente alla luce dell’umore quotidiano, perché la signora abita al quinto piano; inoltre, lei è la fortunata che si ascolta in tandem con me tutte le mie colonne sonore! Io la ritengo davvero una persona fortunata! Credo abbia potuto giovare anche della mia trovata da film americano per combattere il suo vicino di casa, l’avvocato, che alla domenica mattina mette il volume al massimo e ascolta, a scelta, laura pausini, i blue, o la peggiore house mai sentita. Ho semplicemente rivolto le casse dell’impianto verso il pavimento e sparato i Metallica a un volume critico. (i Metallica erano quanto di più pestato possedevo al tempo!)
E ora viene a raccontare della sua menopausa a mia mamma. È bellissimo! Naturalmente la genitrice è venuta ad intimarmi di abbassare il volume, temendo la cosa più ovvia: che le intenzioni della squisita signora fossero quelle di lanciare un ultimatum alle perturbazioni emesse dal mio stereo. E invece no. E invece verrò molto probabilmente usata per tenerle compagnia settimanalmente. Perché la signora è pressappoco madrelingua francese e sarebbe molto felice di impararmi questa nobile lingua. Oh mondieu de la France. Sono strumentalizzata!
E oggi se esco col cavolo che ascolto i consigli di mia madre!
25/11/2004
Scemo chi non ne approfitta
Mi sono presa una pausa. Più o qualcosa una pausa, sì. Non una più o meno-pausa, però. non ancora. Inizialmente perchè avevo serie difficoltà a stare davanti al video, successivamente per disintossicazione. minima, ma è il pensiero che conta. lo sappiamo.
Quindi, immagino che sia carino da parte mia rivelare la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità su questi giorni di meditazione ascesi e misticismo sufi: ho avuto una congestione. Ed è quanto di più floreale riusciate ad immaginare. Poi è arrivato il terremoto e con la scossa mi ha rimesso a posto tutto quello che era andato storto nel mio apparato digerente di penultima generazione. è andata così, giuro!
E per inaugurare la rinnovata salute, dopo una trionfale lezione di comunicazione e il pranzo per l'ultima volta in bianco ho programmato un pomeriggio di svago. Ulteriore svago. perchè in questi giorni mi sono fondamentalmente ri-po-sa-ta. E quindi prima tappa alla redazione a dispensare paroloni dall'alto del mio mese e mezzo di Communications, e poi il meeting con la terrorXcrù. Che non ci sono mai tutti, eee. poco seri. e no, e no.
...Che poi, insomma, io ero andata in redazione per poi gongolarmi della genialità del mio stratagemma ai danni dell'Ex alla ribalta e dei suoi passaggi a casa maledetti - e lui non c'era! Come si permette?? In ogni caso, Ex o Epsilon, lo stratagemma era dire che avevo un appuntamento in Statale e saluti a mammata. (bè, saluti lo stesso, ciao Anna). In realtà c'era una falla enorme nel mio piano, ma a questo punto non importa. E quindi tutt'alpiù ricapiterò sotto i portici del Richini. Questa volta altra compagnia, Terzetto Lettere e Filosofia on the run, perchè il servizio civile non è poi così una passeggiata. O meglio, sì, una passeggiata verso via Vivaio.
Tutti quanti dovevano andare alla Vivaio alle medie "ma poi..." la più svariata casistica. Ma poi il muflone albino di famiglia ha muflito (e che verso fanno i mufloni?) che il giardino non era abbastanza spazioso, ma poi volevano farmi fare arpa e il clarinetto me lo infilavano per gli spazi interdentali, ma poi la maestra di matematica era quella che nel 68 aveva ciulato il ragazzo alla zia, ma poi ero allergico all'intonaco braille e quindi vabbè.
Anche io dovevo andare alla Vivaio. Ma poi ho deciso di rimanere in zona, e diventare er mafietta della Lambrate-ghetto superstar under-tredici. E guarda dove sono ora. Tutto questo un giorno sarà tuo.
Mio, solo mio.. il mio...
tèsssooooooòòro......
(a sproposito - sono usciti i report. uao!)
23/11/2004
This is my CONGESTION
ok, se non altro adesso riesco a guardare il video senza che gli occhi mi minaccino di secessione.
Domani i dettagli, se sopravvivo alla notte. Se non la passo di nuovo in bianco. Se non mi metto a scrivere messaggi da tragedia greca. Tutto debole, oggi. Tranne i crampi, ovviamente. E con questo, mi accingo a tentare di rimettermi in pari con i bioritmi delle persone sane. Notte a tutti, e pensatemi ;)
---a ci', non ammazzatte de dvd! Malaticcio Elite, mica pizza fichi e carbonara da Gildo! :*
21/11/2004
Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo
Boh. Tutto il freddo che credevo di aver beffato oggi pomeriggio sembra mi stia abbracciando adesso. br. Proprio adesso che ho un po' di cose da fare, ovviamente. Tipo i compiti. Uno va all'università, e non solo si ritrova la prof del liceo, ma deve anche consegnare i compiti! E vabbè. E scriviamo di questa invasione di lumachine sulla pista di cagliari. E vabbè. E ri-scriviamo di sta professoressa che se la fa con Bin Laden. E vabbè. Ma che godimento, oggi, senza macchine. A stare a sfregio in mezzo alla strada. A fermarmici, anche. Certo era tutto troppo tranquillo: io sono abituata a lanciare anatemi qua e là e a gareggiare con le auto, è il traffico che mi sprona alla velocità... oggi finchè i primi deviati non hanno cominciato a fregarsene dei divieti sono andata a passo d'uovo... però, però, ci ho messo meno di venti minuti ad arrivare sui navigli. Mistero.
Come politica del divertissement, non affatto male. Ma non posso ascoltare gli Ornaments anche stanotte. Non per tutta la notte.
Conquistato il capitolo TRE di Storia. YO!!!
20/11/2004
"Ma sì, fa caldo!"
Uno va a fidarsi della propria madre...
e si ritrova tramutato in un pezzetto di ghiaccio ambulante. La ritrovata temperatura corporea ottimale mi porta a eleggere Riot il mio Porto di Salvezza. Olè,olè.
Non andavo in fiera almeno dal natale scorso. E oggi tutt'a un tratto mi sono ricordata perchè: guardacaso mentre mi immedesimavo in una pallina da flipper all'era dei paninari. Guarda-caso. Che poi cosa ci vado a fare in fiera non lo so manco io. Folklore. L'amico Weber non ha tutti i torti, ennò. E poi per trovare i due Filippis m'è toccato pure un mezzo giro in più. Ho rischiato seriamente la morte cerebrale. (e ora passo a quella fisica) TROPPA, troppa gente! Argh! E insomma alla fine mi sono buttata dentro un tram che passava miracolosamente vuoto che mi ha scaricata davanti al mio futuro paio di vans. sempre che mi vadano bene, e che l'ossicino fortunato (tipo la pinna di nemo) non faccia scherzi di cattivo gusto. Perchè io le scarpe troppo basse non posso metterle, mi volano via. Son cose che càpitano. e vanno capìte.Ma siccome c'era la coda per entrare mi sono rifiutata di stare lì come una bacucca.
La vision splended della piazza dove a piccioni e taxi è permesso di entrare ma dovrebbe esserlo anche alle micre mi ha un po' rincuorato, poi ho abbassato lo sguardo e l'orda barbarica affluente alla metro mi ha causato una catastrofe pineale. Tra le alternative, ho optato per proseguire verso Cairoli, che nel mio mondo è sulla verde, e quindi da lì mi sono trascinata a Lanza - dove ho preso posto in un magnifico vagone vuoto. Sono la stratega delle comodità del sabato pomeriggio quasi a natale.
Domanda: ma il castello ha le illuminazioni camaleontiche o ero io completamente fusa? (possibilità ugualmente probabili)
Nel tragitto mistico da cairoli a lanza (che sono entrambe sulla verde, ecco!) ho preso atto del fatto che i miei capelli vivono una vita propria. E per questo non sarebbe neanche del tutto corretto chiamarli "i miei capelli". Oggi per la cronaca sono lisci. Si accettano scommesse per domani.
Sei a uno! Sei a uno!
19/11/2004
Buon viaggio
diciannove e unidici sono meravigliosamente primi.
i colori caldi per abbracciare tutto, e riscaldare.
il vento per mandare i propri pensieri altrove, e rinfrescarsi.
E la piscina, c'è bisogno che lo ripeta???
18/11/2004
TRUE and SINCERE

Vola, Dani, Vola! ***
17/11/2004
Se l’ascolto un’altra volta vomito. No, davvero.
Ok, c’è qualcosa che non va: peggiorerà il tempo, o una catastrofe qualsiasi si abbatterà sul mondo entro breve. È così, basta – non è altrimenti spiegabile come io abbia potuto svegliarmi alle 7.15, fare colazione lavarmi stirarmi ricompormi e controllare la posta in trenta-minuti-trenta e per le 7.51 (simpatica inversione, tra l’altro) essere nel sottosuolo. E per le 8.15 essere al maledetto quarto piano del selda. No, no, non è assolutamente normale. Io devo arrivare in ritardo per necessità – così da non avere l’imbarazzo della scelta del posto, e dovermi sedere dove di posto ne è rimasto per caso. Non trovarmi la landa desolata della prima ora e un sahara di legno e lega. E alle 10.25 sono già a casa. Bè, ero a casa. Adesso ci sono ancora, ma era per indicare a che ora sono arrivata.
Qualcosa NON VA. Ho necessariamente mancato qualche passaggio fondamentale. Per forza!
E il random del lettore prende vita. Parte naturalmente con la canzone che avevo lasciato ieri sera in doppiopetto mamma mia che intellettuala chessòno, me la ripresenta in mattinata presto e io l’ascolto per l’ultima volta, perché la nausea comincia a salire, e cinicamente compongo l’equazione della tautologia insita in essa. Certo che non c’è luce, se se n’è andata via. La luce, intendo. E per forza fisica non c’è tepore. Niente fotoncelli a sbatterti contro, niente trepidino.
MatchbookUnEstateRoseOfSharynAngelWithoutWingsMyLastSerenadeHopeIsNotLost,i Coldplay mi rifiuto se no mi deprimo, ah ecco, Giochi. E Torches.
In pratica mi piglia per il culo.
Perchè se ci fate caso, la sinusoidale va così, tutta tempestata di chitarrine, dove sono finite le massime dei New Trust? Alla strafaccia delle funzioni goniometriche…
lasciaperdere e guarda avanti, ci ripenso eccome, così stesa al buio (e con la radio accesa), mi rimbambisco con i ricordi e i tuoi sorrisi ma it won’t be long-we’ll meet again e l’alba pronuncerà sempre il tuo nome come buongiorno, tienila per mano e guidala a casa, il mio angelo senza ali è sempre con me piri piri urlacciamo e c’abbiamo i capelli lunghi ma siamo emo al midollo, poi picco minimo, basta, questa è l’ultima serenata che faccio, from yourself you can’t run away, piantiamola di anche solo accennare di stare male per altri, anche solo maluccio, Però acci, magari da facciamo i cardiochirurghi, perché uccidere la speranza? And so –
This is my confession – Ormai seguo un filo teso da te
E non va tanto tanto bene.
Come aveva detto filo, Viole’s Revolution.
(Mica Matrix e mandarini)
(come sono postmoderna, metto il titolo alla fine. Awèèèèèè!!!)
16/11/2004
he's always gone too long
Sunshine appàlla, invece, oggi. Il che ha reso tutto davvero più facile. Nove ore di premiato sonno con breve intervallo giusto per avere ribadito una delle ragioni per cui sono al mondo, sveglia con calma, beatitudine. E poi a lezione con la giacca in mano. Due ore volano via in fretta, pausa pranzo finalmente in compagnia ragionevole, paninazzo nel chiostro e un grosso NO! alla schiavitù della seconda mensa più bella d'Italia. Panchina al sole rock'n'roll, altrochè! E poi lezione di nuovo, con il sole che si abbassa ma illumina ancora l'aula. Fuga dall'ora di storia dopo mezz'ora di video seguita e mezz'ora di spiegazione ad inseguire pensieri di tutt'altra materia. Allora tantovale accompagnare il collega collegiale a fare le sue commissioni. E uscire dalla sede centrale quando ancora c'è luce. E guardarsi il panorama monumentale all'imbrunire.
Infine, essere in ritardo. Come pratica di elevazione spirituale, ovviamente.
E chissà se ci sarai?
E Gianlorè fa dei pensieri vomitevoli ma conosce LA canzone di oggi.
...And i know,i know, i know, i know, i know i know,i know, i know, i know, i know i know,i know, i know, i know, i know i know,i know, i know, i know, i know i know
15/11/2004
essere in ritardo non è da tutti.
Le frasi del giorno:
Er fratellino dixit:
"guarda, quelle poche certezze che credevo di avere in amore sono puntualmente spazzate via ogni volta che comincio una nuova storia..l'amore è assolutamente mutevole e multiforme, come l'acqua..quindi un bordello mettersi lì a cercare di capirlo...meglio perdercisi dentro....(ammazza che ho detto!!!!!!)"
Gianlorenzo: -"Eppòi guarda... la mia esistenza fatalista sta andando sempre meglio - e l'altro ggiorno stavo uscendo da san vittore e ho incontrato una ragazza bellissima, pure lei di benvento, e questo è bellissimo, è tutto così.. così... a me piacciono queste cose così, è, credo, che sia proprio destino, è bellissimo ..."
Nicola: -"Gianloré, mi fai vomitare!"
Nella notte tutte le vacche sono scure
Mondieu, mi si legge in faccia il fine settimana in faccia, a partire da giovedì. Che bellezza!
E invece ieri sera a letto miracolosamente "presto" - ed ecco siori e siore on stage tonight la compagnia onirica del teatro delle viole (noto rivale del teatro delle erbe) mette in scena "La vendetta delle fasi rem", atto unico in viarie parti di non ben identificata separazione.
C'era Baldi (il professore criceto) che si era tinto i capelli di rosso. No, non rosso fuoco, rosso irlanda, non arancioncino sbiadito, proprio rosso rosso, però si vedeva che era una tinta pacco. Ed entrava in Gemelli trionfale dicendo che la barba di Marco (a pois, rock'n'roll) gli faceva un baffo. anzi, barba e baffi, perchè lui è rasato a dovizia per far meglio notare le sacchette da criceto. O forse si è sottoposto a qualche terapia avanzatissima e futuristica dal cugino avanti di cesare ragazzi che capigliatura, la migrazione dei peli dalle guance alla testa, per supplire alla mancanza dei tali sulla calotta cranica. Riporto oceanico is-tha-reason! E insomma alla fine non solo aveva i capelli rossi, ma se li era pure fatti crescere, col taglio a scodella tipo. Aberrante. E il suo fido nicola andava a chiedergli quale disco preferiva dei radiohead e lui gli dava le pacche sul braccio "figliolo, un giorno tutto questo sarà tuo", e poi io gli sottoponevo le mie teorie sulle proprietà terapeutiche dell'ascolto incrociato dei Bridge to Solace e dei Refused, e lui si portava via come strumento di ricerca il mio lettore. E cinque metri più avanti io cadevo in crisi mistica "oh, ma quello si sta portando via la mia musica! e mo' che cazzo ascolto fino a casa?" poi arrivavano i pensieri apocalittici sulla mai più re-visione dell'oggettino magico e la totale confusione.
Tornando a casa rifacevo le strade di ieri pomeriggio e rischiavo di morire sotto un tram. Il che assumeva caratteri ambo ridicoli ed enigmatici: la lapide con il simboletto del percorso cicloturistico, e sotto "caduta gloriosamente in coni zugna" che uno dice e che accimichia è sto coni zugna??? Si mangia? é un gelato? un solido geometrico di rotazione sul piano del come cazzo vi pare? BOH.O magari è un'imprecazione sportiva "oh, Coni Zugna!" -in caso mi aggregherei all'imprecaionismo generalizzato, coni dimmèrd, promuovete il basket femminile, per dio! Qualche tempo fa c'era una squadra di pensionati che per combattere la noia si era messa a catalogare tutte le vie il cui cartello non riportava le informazioni dovute ai cittadini riguardo gli estremi del personaggio dedicatario. Massimo supporto. Però intanto io morivo sulle rotaie del tram di via coni zugna. che poi a momenti era vero, e tutto per trovare un tabaccaio e agevolare l'intossicazione da catrame dei polmoni materni.E poi la notte cominciava a piovere e c'erano gli incastigo che suonavano precipitando giù con le gocce d'acqua. Poi smetteva di piovere sorgeva il sole e li seccava al secondo, tipo vampiri. e in tutto questo mancava una sola cosa, una sola. Et cetera.
E oggi Marco in magliadellasalute-core, con il maglioncino intellettuale un po' gay, che bello che sei. Soprattutto perchè ci ha massacrati, ma a parlare del concetto di tempo mi sono commossa. il mio bellissimo temino di maturità, i gemelli che si pigliavano a pizze in faccia per la primazia del sistema di riferimento, i bambini che viaggiavano a velocità c facendo pernacchie a noialtri esseri anche troppo socializzati, i sarti, pascal, le perle di vetro di non troppa saggezza, le ere geologiche. tutto quanto. tutto insieme. "ti abbiamo trovata ironica" brillante è la parola esatta, turi. Brillante. Aggiungi questa definizione nel tuo bagaglio di conoscenze e nella tua enciclopedia culturale associala reticolarmente alla mia persona. A colei che ha rovesciato la tua bella idea di Freud davanti a tutti. Freud è un maniaco, punto e virgola, ciò che scrive è scientifico per il 40%, altro punto e virgola, è importante ma è ridondante, punto.
E poi lui, che con gli ultimi exploit mi ha una volta per tutte convinta di non aver capito un accidenti di me, come dire che cinque mesi non servono a niente. Anche se sono un infinità. Anche se non sono nove anni. Io sto passo a passo aumentando il contrasto per arrivare al sodo, ai perchè. Perchè stavamo insieme. o meglio, perchè io stavo con te. e uno ad uno, li sto contando. Le sfumature le ho già passate in rassegna. E adesso è inutile che proferisca parole mirate in tutto e per tutto al darmi ragione: non otterrai alcunchè se non l'effetto contrario, perchè me ne accorgo quando sento risuonare le mie eco. Siamo due treni in corsa, no? Ecco, io ho cambiato binario un sacco di tempo fa. E ora, posso dirlo, non sono più in sciopero, l'ho deciso ieri ed è ufficiale. Ho nuovi occhi e nuove storie che non so dove mi porteranno nè come. Qualche preferenza sul "con chi", ma l'aleatorio è sempre con me, che sia compagnia gradita o meno.
La cosa buffa è che quando ti ammoniscono riguardo qualcosa le reazioni che finisco per avere sono sempre le stesse due: un eccessiva attenzione o la totale noncuranza. O l'una nell'altra, e l'altra nell'una. Mi piace così. Sono sempre la solita individualista spietata che si prende le batoste mondiali. Essì, essì! (e se no che gusto c'è?)
14/11/2004
Prowteccct'uzzz-mmby llove!
La virtù sta nel pedalare. senza guanti, ancora una volta - finchè posso. Con gli occhiali, di nuovo. Gli occhiali che diventano da vento, perchè con l'aria fredda ci si punge, e se si piange non si vede bene. E ho inseguito l'alba ad ovest, per vedere l'orizzonte tingersi prima di tinte tenui, poi virare al violento, aumentare il contrasto. Che piace tanto perchè mostra quali sono i limiti fisici reali delle cose. delle case. E poi tornare indietro, mani a disegnare onde nell'aria, cuffie come paraorecchi, con quelle canzoni che sanno tanto di viaggio, il freddo è solo una sensazione.
E verso casa però comincio a sentire la stanchezza: ieri sera tra una cosa e l'altra ho chiuso col mondo alle quattro, dopo aver bigiato tre settimi del festival, passati a raggiungere una temperatura corporea decente in macchina. Che tra ieri e oggi ho visto veramente troppi punkabbestia. Niente in contrario, ma così tanti tutti in due volte...boh. Evviva i forest yell, e massimo rispetto per i downright, gli altri erano marci. quelli che ho visto! E il dio delle merendine benedica il kinder bueno. e quel robo che si sbarazza dell'appannamento. a mio appannaggio. E poi urca, la nuova cover degli Abel is dying è figa, no? ahahahhah!
La strada del ritorno è sempre più liscia. E la bicicletta calma le acque, sistema i pensieri, ti fa guardare avanti senza promesse, senza aspettative. Non importa la strada che si percorre, nè dove si va. Prima o poisi giunge dove si doveva arrivare, basta proseguire e avere fiducia nelle ruote.
13/11/2004
The long way to Monza
La giornata è.
Soleggiata, piacevole, incasinata, impegnata, un po' preoccupata, ma sorridente - si può essere felici di sole poche parole e qualche pensiero, e vivere bene anche le mezze frasi e i desideri non realizzati.
Anche se porcoggiuda la macchina che serviva per andare a monza non c'è più. Serve per andare a recuperare il merchandising sardo portato in continente dalla zia. Il che provoca in me una doppia sensazione di eros e thanathos.. ahi.. Filippo chiedo pietà!!!
C'è il sole, ma il mio è velato da nuvolette ragionevoli-quindi resterò a guardare la partita di rugby. perchè il rugby è uno sport, il calcio una specie chimica.
11/11/2004
cAPPERò!
Che esagerati, addirittura mandarmi una multa. per così poco.
SOLO PERCHé sono entrata in piazza duomo con la macchina!
E che sarà mai, i taxi lo fanno sempre! E pure i piccioni!
10/11/2004
OverTOUR
E fu così che venni a sapere delle tradizioni superstiziose della mia supersfiziosa università – che “grazie al cielo” non è la mia universalità. Evviva la sciarada.
Punto primo. Da noi ci sono due chiostri giganteschi e all’interno di questi ci sono quattro aiuole, divise da due passaggi che si incontrano nella quinta aiuola centrale. Ora: i corridoi dei chiostri sono sempre inevitabilmente affollati dai vari e gli eventuali – i disgraziati in coda alle segreterie di facoltà, i cazzeggianti del quarto d’ora accademico (pochi), i fumatori del quarto d’ora accademico (tanti), la pletora (prof Criceto rulezz) di transumanti da un’aula all’altra e gli emigranti – che costituiscono un serio impedimento alla mia circolazione all’interno della suggestiva sede monumentale. Quindi una persona dotata di razionalità e fan del principio di minimo che fa? Passa dal giardino, ci sono i passaggi fatti apposta.
Punto secondo. Per scendere dal primo piano del monumentale, su un certo lato, si hanno due anzi tre alternative: una scalinata larga che porta al piano ammezzato e da lì una scala meno larga, unico problema il percorso speleologico tra gli attendenti sull’ammezzato; lo scalone d’onore, due rampe meravigliosamente semplici, solo un po’ buie, ma diametralmente opposto a dove ti trovi (leggi “lontano”); una specie di centrifuga mediante scala, ovvero cinque volte giro tondo giù per le scalette più moderne, traffico medio ma rincoglionimento alto. La persona dotata di razionalità e fan del principio di minimo di cui sopra cosa sceglierebbe? Diciamo la prima opzione. E posto davanti all’inizio della scalinata in pietra, il cui spazio è diviso da due colonnette in tre parti, delle quali le due di lato anguste in cui passa al massimo una sola persona (non abbiamo intenzione di far crollare la cattolica, anche se la metafora è gustosa!), e quella centrale spaziosa e accogliente, cosa farà il nostro campione? (in senso socio-psicologico) Passerà in mezzo, in modo da potersi permettere di fare anche la battuta perché in medio stat virtus.
Bene, in entrambi i casi, secondo la casistica cabalistica della tradizione universitaria dei discipuli sotto il segno di Gemelli, in entrambi i casi il nostro fan del principio di minimo dotato di razionalità non si laureerà. E io sono già passata in mezzo ai chiostri e quasi tra le colonnette, se non fosse stato per il mio mezzoconterraneo che al solo vedermi varcare quella soglia ha lanciato un urlo sonico “!aaaaaaaaah! non ti laureiiiiiiiiiiiii” e salvataggio alla Mìtch Biùchénnon. E dopo sono stata ovviamente sgridata per aver attentato alla mia carriera di studi. Lui dice di non riuscire ad entrare in alcun sistema e di essere il ribelle del Ludovicianum, ma come si spiega tutta questa preoccupazione allora? Aaah, que vida !
In più mi hanno edotta di quest’altro fatto : nel giardino delle vergini ci possono andare anche le non più tali, ma se ci entrano non si sposano. Pfffffffffffffffffffffff! Minimo tra un po’ scoprirò che se ti siedi in certi banchi in una certa sequenza evochi qualche entità diabolica. Oppure ti appare Tettamanzi, a scelta. YOOO!
Accettasi proposte per la serata. Per i più coraggiosi, tour satanico entre los chiostros ad attraversare i giardini, comprensivo di una partita a tresette tra le colonnette e celebrazione dei culti misterici del Borrusismo nel giardino delle vergini, gran finale con raid appiccicoso degli esclusivi adesivi "il diocano ti da una mano". Partecipate numerosi!
(ai primi sei sei sei che si prenotano offro in omaggio una copia del report! e gli altri invece dovranno fare la fatica di chiedermelo qui, se proprio ci tengono, oppure qui se siete più ganzi)(se invece non ve ne futte niente del tour e mi state per denunciare alle autorità ecclesiastiche per controinformazione fate un fischio anche al rastabbelo che potreste essere utili al progetto 53)(e se invece non ve ne importa un fico secco del tour ma volete lo stesso leggere il report, chiedetemelo pure ici. è bello poter aiutare la gente con problemi diuretici.)(le persone che si ritengono speciali, sensibili o diversamente abili possono richiederlo qui,invece) (siamo stati felici di avervi offerto una simulazione di burocrazia iterativa a scelta multipla trasparente italian style, vi auguriamo buona permanenza e tornate a volare con noi!) Ovvero c'è un'ultima possibilità: mandarmi a quel paese. éssì, essì.
09/11/2004
Like the angel (you are)
Ecco, ripensandoci dico troppe volte "ecco". Bè però insomma,
Ecco, a questa gaia ora il pensiero di rivedere quello di storia non mi allieta per niente. Anzi mi sono tenuta leggera per non abbioccarmi proprio dall'inizio. Cercare almeno di raggiungere il metà lezione, e sperare in qualche audiovisivo dell'istituto luce (recenti!). Così la narcolessia è assolutamente legittimata.
Intanto stamattina niente lezioni. Uao perchè ho dormito fino alle 10 e non ho puntato la sveglia, buh perchè preferivo saltare storia anzichè Comunicazione, sigh perchè ieri sera non sono uscita (però questo sarà la scusa portante da addurre ai genitori per giustificare le 4barra5 serate di uscita consecutive del resto della settimana) mah perchè ho finito di leggere Demian, sob perchè non ho risposto subito, essendo stata una bimba bravissima che va a dormire prima dell'una, e perchè rimango un'impedita a rispondere ai messaggi, yay perchè la bicina è tornata in salute, ahahah perchè adesso comincio La morte a Venezia e l'immagine del personaggio sarà, per omonimia, ovviamente Tadzietto (essì, essì! è llui!) macheccàzz perchè qualche vicino si sta vendicando della playlist dello stereo battendo colpacci su un muro imprecisato, flai perchè c'è qualche parassita schifoso che si sta rosicchiando le mie piante di rose, rocknroll perchè è tutta mattina che ascolto i rise against, aiuto perchè adesso devo annà a lezione.
Sono in pieno momento revival: non ascoltavo i rise against da... vabbè, tralasciamo, diciamo da tanto.
08/11/2004
Ecco, adesso credo sia l'ora esatta. più o meno. se non che penso sia stupido farsi gli auguri per un blog. Bè, un anno fa era sabato, i Wendigo dovevano suonare al Bulk e all'ultimo era saltato il tutto, il venerdì c'erano state le UHU's e il lunedì c'era il compito di astronomia, quello della scommessa sulla cioccolata. E pioveva un sacco, se non ricordo male. E poi c'era anche la teoria della patente. E il giorno dopo matematica.
E ascoltavo a palla i Raised Fist, ahah. Che zarra.
Oggi è lunedì. Stasera ci sono i Caddies al rainbow, io li ho già visti ma non dico dove per non menarmela, ma non è per questo che non andrò, anche se mi farebbe piacere andarci (non certo per i Mad Caddies!), domani non c'è lezione per via dell'inaugurazione dell'anno accademico, giovedì i red animal war (e non faccio spallucce) al garibaldi, venerdì andrò ad accertarmi delle dimensioni di Gordo al leoncavallo (e mannaggia a lui, io speravo di rivedere dauntaun), sabato magari a monza. E ieri si vedevano le stelle. Un sacco di divertissement. essì, essì. Ma ogni tanto mi manca quella tensione particolare, quella che ti fa dare il meglio: sarebbe meglio esercitarla più spesso. E oggi poteva essere la giornata perfetta, forse lo è stata, forse no: ma se sì, allora tutto il resto sarebbe in discesa, perciò no. Freddo e sole sono la dimensione ideale in inverno? Sì, anche se la concomitanza delle due cose può essere pericolosa - col sole si va in bici ma col freddo se non si fa attenzione si spaccano i freni.
L'ultimo gelato della stagione - o il primo, a seconda dei punti di vista. E le stagioni sono un concetto ambiguo... perciò, di quale? Ma vedi, l'importante è il gelato. E rincorrere l'autobus per arrivare in orario alla lezione di Marco. Nell'aula pocket coffee, finalmente con un banco su cui scrivere ( e non doversi inventare nuove posizioni yoga per prendere appunti). E restare fuori a parlare incorniciati dai chiostri illuminati, a parlare dei fatti miei, di cose che non ho osato raccontare a nessuno, con due pressochè estranei, ma amichevoli.
e poi sono tornata a casa a piedi, camminando fino a non sentire più il freddo.
Con più o meno 10 ore di anticipo, mi faccio gli auguri. Perchè chissà dove sarò, fra dieci ore, e cosa penserò e con chi sarò, forse sarò sull'arengario a dare un'occhio alla piazza, a controllare che tutto sia in ordine, per compensare l'entropia che ho in testa. Ma qualcuno scrisse che ci vuole un bel chaos per dare vita ad una stella danzante, qualcun'altro disse che l'ordine è la virtù dei mediocri, ed è quello che sostengo anche io, anche se mi accorgo che alla fine quello a cui miriamo è almeno un po' d'ordine. Convinti che possa portare un pizzico di tranquillità. Non so. Non so se sia vero. E chi si ricorda perchè avevo cominciato questo viaggio? Viole, forse, la Viole di un anno fa. Sempre uguale e tremendamente diversa. Cambiano i posti ed eventualmente i volti, ma è sempre la stessa storia: siamo in ritardo, siamo innamorati, siamo persi, siamo disordinati, siamo per strada e in stanze luminose, siamo di corsa, in inverno in primavera, in estate siamo in viaggio,siamo così, così così e fatti proprio così. Cerchiamo la porta a cui bussare, e se non ci sarà nessuno riproveremo, e se non ci sarà nessuno passeremo alla porta accanto. Sono io che scrivo queste cose, in una specie di delirio di onniscienza, sono io che categorizzo e che arrivo in ritardo e sorrido perchè c'è il sole, anche se fa freddo. La prossima volta sarà mia, my love.
07/11/2004
poi la serata termina con una torta di ciliegie. Sono contenta perché ho molto di più da dire adesso -
ma è sempre l'ineffabilità a vincere. Ed è per questo che anche poche parole sono sempre un traguardo, come un fiore che sboccia.
Sunday morning - rain is not falling, sun do shines over me :)
Il termine del mio primo report.
Un termine per il mio primo report? Personale. E probabilmente per niente un report!
06/11/2004
Ci sono dei posti dove si finisce sempre per tornare, e che non diventano mai luoghi comuni
Il principio di un parto difficile: il mio primo report.
Panico!!!!!!!
05/11/2004
Vamos, Tortilleras! todas en la acera de enfrente!
(si scriverà così? mistero)
Esigo spiegazioni da me stessa!
Che è ‘sto andazzo? Tre post nello stesso giorno! Oè, ci vuole ordine, almeno qui!! ...non semo mica ar paese da’a cuccagna, abbèlla! Ma che stò a’ffà? Bbòh.
Sono incontenibile e incontinente, sento che se avessi un supermega potere di trasmissione del pensiero from peer-letta to peer e anch deppiù potrei riempire cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e cartelle e le altre non le scrivo se no finiamo per annoiarci. Ma il concetto è quello. Se non fosse chiaro posso sempre ripeterlo!
Il tutto facendo una pernacchia da competizione alle tre ore di sonno. E non ci sputo sopra, ma ci faccio un centinaio (eeeeh) di vasche, quello sì.
Devo cercare di liberare la mente. E smetterla di ascoltare sta roba. Questa magnifica cosa. No, no basta, davvero. Per favore!
In realtà un sospetto sull’origine di questo diuretico letterario ce l’ ho. E spero di sbagliarmi. No bè, dipende.
Io sono diversa da voi che ve ne state lì impalati ad aspettare i vostri mezzucci, io sfreccio su qualsiasi terreno, asfaltopavèsampietriniporfidosterrato e non di meno mi infilo in qualsiasi pertugio a costo di ricevere coloriti insulti (o magari lo faccio apposta: così arricchisco il repertorio) e diverse macube per aver sottratto anni di vita ai proprietari delle suntuose autovetture, io sorpasso a destra a sinistra sul marciapiede sui piedi dei passanti e domani potrei pestare anche il tuo, occhio mi raccomando… perché non sentirò le tue lamentele, nei miei padiglioni cacciano ritmi primordiali e dionisiaci, doppi pedali e chitarracce chirurgiche e chitarrine che alle coronarie fanno meglio del cioccolato ultrafondente, perciò non svociarti, non ne vale la pena. Sappi solo che ero io, e che non ce l’ho con te, ce l’ho con l’oblomovismo. E con quelli che stanno impalati ad aspettare di saturare il vagone della metropolitana la mattina alle otto e la sera alle sei, quelli che si piazzano davanti alle porte e non ti muovi più o non entri proprio e poi i corridoi sono vuoti e poi non si lavano e c’è una puzza che prima ti stura le narici, poi le intasa e poi te le stura di nuovo, e cazzo, piantatela di fumare, che sarà mai una sigaretta in meno? Proprio me devi appestare? E quelli che visto che c’è folla si lasciano andare, non si tengono, non fanno neanche finta, si appoggiano a te. Assolutamente lusingata e complimenti per aver scelto la nostra compagnia, ma te ne prego rendi felice il tuo apparato muscolare, usalo! Sì sì poi salirai usando le scale mobili ma adesso di grazia giù da me. E tutti vestiti, ma che siete, frigoriferi? No, mi rifiuto, è bello leggere ma solo in determinate fasce orarie. E poi tutti sempre fermi. io ballo, alla faccia vostra e anche per voi. Supplisco io al vostro paletto. E sì, hai visto bene, è proprio quel colore lì. E io ballo, e non me ne frega niente di cosa pensate, ho preso un accordo con la gravità e per mia decisione starò con i piedi per terra, ma di norma risiederei a una spanna dal suolo. Non per fare la di più e guardarvi dall’alto in basso, tutt’alpiù per essere più filosofica, per vedere tutto il mercato, ma non è questo che cerco. Non lo so nemmeno, cosa cerco, forse non cerco proprio, ma non chiedermi la parola, dai.
Che poi mi chiedi un dito e ti do l’avambraccio, sono passionale: mi appassiono. Allora sono appassionale. Ma non appassisco. Anche se ho il nome di un fiore. Diciamo che sono un sempreverde. Oppure una Asperula, così ho anche deliziose e rilassanti proprietà medicinali. Antispasmodica. Sì, esattamente il contrario di me. Lo so. La violetta del pensiero e quella del non pensiero (hey, ce l’ho ancora, è appesa qui). Qualche dio benedica lo strema of consciousness. No davvero. Dove sarei io, se non esistesse? Sul lastrico psicologico, probabilmente.
Fate una buona azione,
qualcuno MI FERMI.
oppure fate in modo da farmi assumere un moto rotatorio su asse centrale e vediamo se decollo. Tipo elicottero. Tipo trottola, non troppo amorosa. Nel senso che sono io la stronza di solito.
Legge del contrappasso, si chiama: fai fai la spezzacuori chica de Lambrates, poi tanto arriva la solita batosta e so’ ccazzi tua. Oh yeah, ròcchénròll! ROCK-AND-ROLL!
They call it *
Ci sono alcune parole, non so se tante o poche, che mi intimoriscono più che mai.
Una è quella. Sì sì, proprio quella parola lì. Che muove e smuove tutto, che sia essa o il suo contrario, flebile o compatta, sono le fiamme che bruciano dentro che mi spaventano, ma come Sinclair non posso fare a meno di farmi incantare e bruciarmi la mano, è sempre così. E poi corro a rifugiarmi nei miei conventi di nuvole e raggi di sole quotidiani, quando si fa di tutto per pensare ad altro. Alla prossima fermata sarà diverso, lo dico io perché sarò io ad essere lì, a decidere di me, con il mio bagaglio di voci e palazzi. E sbaglierò, lo so, ma il gioco vuole che per la ricostruzione di sé ogni pessimismo sia occultato. Che si viva in una mezza menzogna, in un patto con sé stessi di reciproco ammiccamento. Come quando scendiamo dalle montagne russe che ci hanno spaventati a morte ma divertiti come non mai, come la casa dei fantasmi del luna park (avanti, anche il luna park dell’idroscalo ce l’aveva) – alla prossima non mi frega più! E invece guarda un po’, siamo di nuovo in gioco e di nuovo con gli stessi coccoloni. Ma l’ho letta seppur non tanto per caso ed ecco, a conti fatti il mio stomaco fa i suoi migliori saluti.
Appena trovata la tranquillità, non so perché, ma è praticamente ineluttabile che ci sia una catastrofe, nel senso greco del termine (Marco Docet!), che tutto si ribalti. Here we go again – hey, ma chi ha detto che io volessi fare un altro giro? E non si riesce a finire di essere contenti per una cosa che subito qualcos’altro diligentemente passa ad attentare all’ecosistema appena costituito. Non so cosa sia il bene né in cosa consista il male: più che altro dev’essere una questione prospettica. Tutto ha un doppiofondo, ogni mossa ha più significati, e determina il corso della partita: vedo i rami crescere, vedo il frattale irregolarissimo che viene a formarsi, ma più ci penso più mi convinco che sia tutto un grande, enorme e meraviglioso diagramma. Devo ancora decidere se binario o no. Intanto guardo i treni. E non penso più a te, o meglio, ci penso ma poco, non quanto avevo in mente te un po’ di tempo fa ma insoma, siamo lì – poi ci siete tu e tu, che trio, eppure la piramide dialettica non funziona senza uno qualsiasi dei tre vertici, per quanto mi riguarda; ti ruberei un bacio se potessi ma alla fine cos’è, cosa non è? E non guardarmi così, e non dire mai più così, io stavo bene prima, ecco, adesso bisogna riprendere tutto da capo, per i tuoi fraintendimenti. Non ti dimenticherò mai, anche perché sei uno dei miei pensieri più ricorrenti, anzi no. E mi manchi. Non mi manchi più. Non esisti solo tu, ci sono anche io, per esempio. Starei ore a parlare con te ma le parole scivolano via e nessuno entra due volte nello stesso fiume se però entrassimo insieme per una volta oddio non credo mi lamenterei affatto, perché quando dici così mi sento morire, eppure continuo ad ascoltarti, ma perché? Non vorrei certo illuderti, ma non so neanche resistere. Tu-tu-tu-tu----- non dev’esserci nessuno in casa. Te-te-te-te--- che, pigli pe’cculo?
Troppi se, troppi te, troppi me.
Troppi sensi, troppi telai, troppi mestieri.
Troppo sensibili, troppo tenebrosi, troppo metropolitani.
Troppo separati, troppo teneri, troppo melodiosi.
Se solo te e me
Se soli tu e io
Se tu il sole mio
Se temi me, mi temo
Temo te e me
Mi bevo un tè con te
Mimi me?
Me tapina, te altino.
Me ssinese, te atino.
Tino, mio papà : )
È laureato in fisica e ci tiene al suo fisico.
Io tengo al mio fisico ma non faccio fisica.
Però leggo Feynmann.
The news just said communication is not possibile.
non lo vedi che il mondo è dominato dall’informazione? E che i media (mi raccomando la pronuncia latina) la fanno da padroni?
…e che nel mondo della comunicazione polisensoriale in tempo reale virtuale ci allontaniamo sempre più?
Quante persone hai abbracciato oggi?
Pensaci.
It's Friday -
È uno di quei momenti in cui senti scorrere tutto il sangue carminio vivace della vena letteraria, in cui ti sembra che ogni cosa ti racconti la sua storia e che sia un peccato non farle vedere un po’ di luce, proprio oggi che il cielo è timidamente azzurro - anche qui in città.
E non importa se hai dormito tre ore e una manciata di minuti sacrificando le fasi rem e rinunciando ai sogni ad occhi chiusi – l’ hai fatto per seguirli ad occhi aperti
L’organismo chiede pietà, ma la coscienza mi è complice: sappiamo entrambe del biglietto di andata ed eterno ritorno che teniamo in tasca.
E gli occhi mi si chiudono, e la lezione di spagnolo è un continuum di crisi di sonno, palabras llanas… esdrújulas… acutas… per fortuna queste cose le ho già studiate l’anno scorso, almeno questo. E per fortuna il venerdì la lezione è nel seminterrato, la sola prospettiva di dover fare i soliti quattro piani (ci tengono, alla nostra forma fisica) credo che mi avrebbe paralizzata nell’atrio fino alla fine delle lezioni.
Camminare, camminare mi farà bene. Spero. Le cose stanno così: ho un’ora libera, dopodiché sta al mio libero arbitrio decidere di seguire o meno psicologia, che a me tocca nel secondo semestre con altri argomenti; il criceto mi fa notare che se è stata critica un’innoqua lezione di spagnolo, quella dell’egregio amico del rettore presenta seri rischi di collasso. E non vogliamo dargli questa soddisfazione. E quindi? Dove si va?
Ho un impegno preso da un po’ di tempo, per affrontare il quale non ero riuscita a trovare il coraggio adatto per varie questioni. E bè, cos’è cambiato da ieri a oggi? Perché prima no e ora sì?
Non so. Le uniche cose che mi vengono in mente è che il simile va con il simile, e una faccia assonnata e discretamente devastata come quella che porto a passeggio oggi può andare “solo” da qualche altra faccia che sono praticamente sicura abbia subito lo stesso trattamento, se non peggio – e le altre non ho voglia né forza di scriverle.
Sembra che il tram sia il mezzo di trasporto da post- .. post-che? Non per gonfiare troppo le cose, ma quando ho il cuore capiente finisco per prendere il tram. Non quei bruchi nuovi, e neanche le giraffe di mezza età, io dico i tram quelli veri, quelli che ancora passano da Lamber Beach: quelli tutti in legno con le panche lucidate ed eventualmente piuttosto scomode, che fanno casino e che ci mettono poco a riempirsi.
Ma oggi ringrazio anche l’autobus che mi ha cullata fino a Cairoli, se non fosse stato il capolinea sarei rimasta volentieri a dondolare ancora un po’.
E poi mi sono ripresa, ho ciondolato in mezzo alle foto in via Dante, con le scolaresche dell’ultimo momento; e volevo fare un giro sul planisfero ma era fuori uso, e dominato da un piccione che se ne stava accovacciato sulla Mongolia. Alla faccia tua, Gengis! Allora ho proseguito per la mia non-strada, cercando di stare al sole. E sono arrivata in quella che non sarebbe stata in ogni caso la mia sede. E mi sono fermata qualche minuto su una panchina fuori per raccogliere un po’ di pensieri, e assistere ad un assalto di uno squadrone di piccioni pretoriani su un pezzo di panino gettato con noncuranza da un universitario frettoloso. Ho raccolto il coraggio e l’ ho subito disperso nel momento in cui mi sono alzata, come faccio sempre. Le cose si affrontano a mente vuota. Si hanno meno impicci e più spontaneità. Et sic fuit.
E sono contenta di aver stabilito questo nuovo record, e di giocare questa partita a scacchi e di non comprendere appieno tutte le mosse.
E adesso è ora che chiuda le sette finestre di word che ho aperto, e forse sarebbe più carino farne una sola.
And Sunday always comes too late
But Friday, never hesitate...
04/11/2004
My gift is my song
Prendersi delle soddisfazioni: girare con la maglietta del compleanno che si è irrimediabilmente rimpicciolita, felpa ciondolante dallo zaino a guardarmi le spalle mentre con fare estivo passo a passo sicuro sui passi che fino all’altro ieri erano ancora scuri di pioggia. E ho quella cadenza nel procedere e quella voglia di guardare in faccia tutti quelli che mi circondano, quella che riemerge con le giornate di sole, quando il cielo perde il bianco e diventa azzurro, quando distingui ombra e luce dal calore. Ecco: mi basta poco, mi basta un minuto di sole a novembre per essere felice.
Ho fatto un cattivo pensiero: mi è capitato di pensare (eh!) che forse preferivo prendere la metropolitana per poter finire il capitolo lasciato in sospeso ieri. Poi l’amore ha prevalso: in ogni caso, il testo scritto è permanente e discreto, la fruizione può essere tranquillamente molteplice, e adesso ri-adeguandomi al registro dei destinatari che posso provare ad immaginare potrei dire che insomma, per finire il capitolo c’è sempre tempo, non scappa. Anche se a sfuggire sono le situazioni. Stamattina avrei potuto leggerlo in modo differente da quello che sarà, con molta probabilità oggi pomeriggio. L’espressione “con ogni probabilità” è, per inciso, un inciso: potremmo farne tranquillamente a meno ma per velleità matematica lo metto, eccome. E attenzione alle “virgolette”: non giustificano l’uso di parole improprie - per essere fini, per non esserlo invece “le virgolette sono lo strumento che usate quando volete scrivere cazzate e sperare che io non me ne accorga”; (inserisco un punto e virgola per far notare che sono al corrente della sua esistenza) il corretto uso di questi fluttuanti segni di interpunzione si limita alle citazioni e a parole ed espressioni utilizzate in senso metaforico. Mi raccomando.
Ho un sacco di pensieri per la testa. ma anche per il resto di me. tuttavia non ho ancora trovato il coraggio di dare una sistemata alla criniera. Oggi mi voglio bene - come al solito.
Mentre noto che il soffitto si sta ri-assettando sul bianco canonico, non posso fare a meno di odiare hotmail perché non mi salva i messaggi inviati, e il fatto di non riuscire a trovare il pulsantino per attivare la funzione e più che mai secondario a quello di aver già perso quello che mi interessava tenere. Da oggi in poi giuro fedeltà alla mia stella, la casella accaldata la lascio per le comunicazioni di servizio. Ecco. Uffa.
02/11/2004
...With You
Sono totalmente cotta. invento scuse per potermi fare il tragitto fino a casa in santa pace, con un po' di sano volume alto nelle orecchie. playlist aggiornata. emmènomàle.Sto finendo il mio primo Tolstoj. Bello. Breve, se non altro, rispetto agli altri. Devo documentarmi, così poi potrò scrivere il romanzo decadente della vita di Marika бело, l'eroina decadente di prossima generazione. olè olè olè.
pranzo cum passerottis allegri "hai ospiti a pranzo!", disse una simpatica passante. oh yeah! penso. e poi penso che il fatto assuma toni buffi considerando che ero nel cortile antistante all'edificio Franciscanum. eh eh.
Ho goduto per l'ora di psicologia in cui il nugolo di umanisti ha sbarrato gli occhi davanti alle deviazioni standard e alla formuletta di sommatoria (facillima). E a seguito di questa lezione il cane di Pavlov acquista qualche punticino. Mr. Paolino Borruso invece precipita sempre più in basso. Però almeno questa volta per l'audiovisivo ha avuto la gentilezza di spegnere la luce.
esco a veder le stelle. YO!
01/11/2004
I were there
Ed è bello tornare e portare con me le note che mi hanno circondata.
Genova, tornerò!