[ a mENo di uNA
                 CoStANTE ]


31/01/2005

 Anche i rutti hanno sentimenti

è stato più forte di me, non ho resistito.
(il rutto, ovviamente!)


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Anche i frutti hanno sentimenti

Questo non è mai stato un blog che presupponesse partecipazione da parte del pubblico. Retroazione? No grazie – o meglio, di che si tratta? ..In realtà, più volte è stato quello che scrivevo ad essere, in qualche modo, una specie di feedback un po’ storto qua e là. La solita armata brancaleone di parole, messe insieme “così” nel tentativo di dire qualcosa o di capire che cosa volevo dire (perché dicono che la fame venga mangiando, e io ogni tanto sono d’accordo), è come la parte di caffèlatte che si riesce a vedere guardando nella tazza la mattina: c'è dentro del caffè, del latte e del miele (in inverno, zucchero in estate). E poi c'è la tazzina.

Diciamo anche che la genesi del tutto non aveva alcuna pretesa particolare, riguardo al pubblico.
Qualche “tu” qua e là, magari. Ma non si scrive per dei tu, per quanti possano essere. Tutt’al più, si scrive per via di quei tu, questo sì.

 Ci sono parecchie cose a proposito di un blog sulle quali varrebbe la pena di spendere del tempo e qualche parola. E a proposito dello scrivere, soprattutto e più che altro.

Ma io non sono brava a scrivere saggi, e queste sono questioni per le quali, per quanto mi riguarda, preferisco avere un feedback.

 

Sì, ieri sono andata allo zarro-pretending-not-to-be-so-fest. Un report? Io riassumo così: Xprosciutto nel paninoX - ma con un sorriso, senza polemiche.

 

Perché oggi sono serena, “chissà perché”? Io lo so, e lo sa anche uno di quei “tu” di cui parlavo prima. Perché ci sono cose che accadono per caso, ma di quel tipo di caso che bisogna volere perché accada, che bisogna fare in modo che accada, insomma. E ci sono cose che è bello tenere come tesoro per sé, come un sole personale. Cose di cui non riuscirei a scrivere nel modo giusto in ogni caso. E va bene così.

 

In stereo: At the gates – slaughter of the soul; Death Cab for cutie – Transatlanticism; Ted Leo and The Pharmacists – Shake the sheets; Taken – Finding Solace in Dissession
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29/01/2005

le nostre, sono passioni condivise

 si sono sciolti i taken.
ed è la seconda volta che mi tocca riscriverlo perchè splinder, come sotto, deve morire.
si sono sciolti quest'estate. e hanno detto "noi chiudiamo qua". e prima del punto a capo hanno fatto uscire un EP, presentato in due concerti, che poi sono stati gli ultimi-due-concerti-dei-taken. L'EP si chiama "Between Two Unseens". E se tutti i cinque pezzi sono come le due tracce che ho sentito, è definitivo. Lo sarebbe in ogni caso.
i taken sono un gruppo che io adoro. per quello che scrivono, anche quando non lo condivido in pieno, o forse non riesco a condividere perchè non voglio ancora ammetterlo. i taken avevano capito alcune cose, davvero. E non ci sono più, perchè hanno capito di avere anche altro a cui dedicarsi, e di voler dare a questo "altro" lo spazio e il tempo più giusti.
Ci sono delle righe di questo gruppo che a me vanno dritte in affondo. e anche se "abbaiano", anche se musicalmente magari qualcuno dirà che sono il solito gruppo così e cosà, che sono, in fondo, scontati, e bla bla bla, anche se qualsiasi cosa, io li tengo alti. Perchè io nella musica cerco trasporto, ed eccolo qua. anche qua. In uno stacco rilassato, e in un cambio in overdrive.e in tutto il resto che ci sta in mezzo, come al solito.

Open Roads, ovvero sempre-in-tour.

E altre piccole cose del genere. cambio la canzone a lato, non perchè non sia vero che ci si può addormentare e svegliarsi laureati. ne metto un'altra, perchè loro hanno deciso di non scriverne più, mentre per gli altri c'è ancora tempo.almeno spero.

Journey through this life In search of one another.Always feeling compelled To search. We keep on fooling ourselves Into love. Into love. Hoping, wishing for this. Hoping, wishing for this.An endless journey.We just about give up Until she comes in the picture. A beautiful heart, a warm smile. A fleeting glance and all is better
(ma non è tutto qui, non è solo questo.)


"Taken aren't really an "emo" band, yet somehow, they embody the spirit of the term's definition. Emo was coined as shorthand for "emotional hardcore," and Between Two Unseens is certainly both emotional and, well, hardcore." cover

www.taken-music.com


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splinder must die.

28/01/2005

Ikebana e Origami

 certe luci non si spengono;
mai.

altri fuochi non vale la pena di tenerli accesi.
Farsi problemi per nulla non fa bene alla salute.
sono qui, di nuovo. e mi concedo anche una emoticon.

: )
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27/01/2005

fino a domani.

 Avevo in mente un post incazzato.
ma i post incazzati fanno decisamente schifo.
se la menano troppo.

e c'è già troppa gente che se la mena. e troppa gente che dovrebbe alzare il culo e criticare meno.

e poi non lo scrivo. fatti vostri.
mh.


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26/01/2005

suona (come) un si

E così questo è l’anno nuovo – e io non ho nessuna risposta

per le penitenze che mi sono data, per i problemi con soluzioni troppo facili

E così questo è l’anno nuovo – e io non ho nessun proposito
in particolare, solo tante cose che voglio fare
ma nessuna promessa.
neanche sottovoce, per non doverle rompere.

 

E così questo è l’anno nuovo – e io non  mi sento per niente cambiata
O del tutto diversa.
Tutto e niente è già abbastanza!


Ma non ancora.
Per non essere ancorati a nessun successo parziale. Perché ad ogni traguardo si deve festeggiare, e ogni passo è già vincere, ma non fermarsi. È un punto in più, un punto un po’ più in là.
a capo, ma senza la maiuscola. Un po’ alla volta.

 

Uscite, che c’è il sole! E il freddo,
il freddo è una scelta.

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25/01/2005

 

Ma quanto sono rapper tuff Yo bella lì a.k.a. ci sto troppo dentro

 

Miss.Moon no! era we dont break so many heaaaaarts con le vocali tirate!

VIOLE * I do break too many hearts (yet)  Ahahaha lo so, lo so!

VIOLE * I do break too many hearts (yet)  ma questa è la mia versione

Miss.Moon senti come tira le vocali scusa..

VIOLE * I do break too many hearts (yet) se vuoi posso sempre tirare le vocali però

Miss.Moon eh è quello il succo.

Miss.Moon se no le tiri non va bene

VIOLE * I do break too many hearts (yet) ehehhehe!

VIOLE * I do(oo) break too many hea(aaaa)rts (ye(eee)t) così?

Miss.Moon viole,

Miss.Moon tu spacchi.

Miss.Moon ma non ancora abbastanza

Miss.Moon ;)

(la sottolineatura la metto io. perchè è giusto che sia così!)

 

Tornata di nuovo.
E stasera me ne sto a casa, ecco cosa faccio - resto a casa a tirare le vocali, a farmi una decisa dose di cazzi miei, e a leggere la PANCHZINE di Clara. Ecco cosa faccio. Fermo il tempo e aspetto fuori. Ti aspetto fuori!
Yo, ovviamente.


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24/01/2005

 I do break so many hearts,
I do break too many hearts, yeah!

AMO le intertestualità tra testi. Ci sguazzo dentro.
Pure troppo!

<<ma quanto sei vanitosa da 1 a 100?>>
<<110 e lode>>
<<ah ecco, mi era sembrato!>>
<<ma io non sono vanitosa, è che ho molta considerazione di me
 ...e non posso che piacermi un sacco!>>

Sociologia è andata. Inglese, pure. Io, coi venti.
sette.
E ho detto a tutti "usciamo"!
Ma ora che ci penso bene, sarei un po' morta. Vabbè, ma c'è tempo per morire! E come a un filosofo s'addice una morte da filosofo, per me che sia una morte che mi si addice. Boh vabbè, il concetto è quello! (questo è un calo nella varietà diafasica tendente al registro assolutamente informale, diamesicamente posizionato nell'area del parlato-scritto.)

E insomma oggi mi sono alzata prima del sole, ho visto la luna tramontare, e sono tornata quando Ella era già di nuovo alta in cielo. Anzi, l'uscita dalla metro è stata decisamente black-metal ma anche un po' pop: gli alberi spogli, il cielo scuro e le nuvole minacciose con un solo spiraglio per l'eburnea -per usare un termine assolutamente O-d-i-o-s-O - luce del satellite di cui prima. Il tutto tra i rami spogli etc etc etc.

E il fatto è che adesso io sto iniziando a morire e sarebbe giusto il momento di prendere delle decisioni riguardo a stasera.
li muerti!


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23/01/2005

Se chiudi la porta del bagno il bagno non scompare

dai che nevica.

così domani tra un esame e l'altro mi butterò per terra e nessuno potrà proferire giudizi negativi
perchè con la neve anche le aspettative legate ai ruoli sociali cambiano.
eh sì!

hold on - hold on to these four words Domani è tutto finito
(ma non era diversa?)
(sì, era così)
hold on - hold on to these four words "In love with you"

In loop: La Quiete


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21/01/2005

Prendila con filosofia

 

Un bel ricordo per ogni buona canzone.

E uno anche per quelle meno buone.

 

Ognuno dovrebbe avere un bel ricordo su questo ponte…

 

Quando è quello che di solito faceva passare in secondo ordine tutto il resto, a creare i problemi che dovrebbe spazzare via, allora è un problema.
Quando le cose ridicole che hai sempre fatto senza cercare di porre rimedio – ostinarsi a portare gli infradito manco fossi in spiaggia, ostinarsi a girare con quelle ciabatte che ormai hanno coefficiente d’attrito nullo e prendere scivoloni sempre più grossi – ti fanno sorridere ancora ma con gli occhi per terra, allora è un problema.

Quando pesti i piedi su quel muretto per darti la spinta cercando di essere più elegante e più forte possibile e sbagli sempre la stessa cosa con il braccio destro, e poi pensi a tutta l’acqua che hai bevuto cercando di imparare a farle, le virate, e quanto hai odiato quel muretto anni fa – allora è un problema.
Anche quando ti accorgi che finalmente hai capito come fare ad arginare gli effetti terrificanti del phon da camerata sulla capigliatura già precaria di per sé, è un problema

 

A Febbraio chiudono la Bacone. La riapriranno a data da destinarsi, non si sa quando.

E quando la riapriranno sarà tutta un’altra piscina.

Fra dieci giorni la chiuderanno. Fra undici cominceranno a demolire tutto quello che c’è lì dentro.
E quello che c’è stato.

 

E probabilmente quando la riapriranno avranno messo i pavimenti anti-sdrucciolo, per evitare che i cretini con le ciabatte consumate scivolino e si rompano qualcosa. E i muretti non ci saranno più, perché per legge il bordo dev’essere a livello dell’acqua. I phon saranno super-intelligenti, e magari faranno spazio per un leasing di jean louis david a fianco agli spogliatoi. I blocchi di partenza probabilmente li cambieranno e ne metteranno di nuovi e molto più fighi, molto meno pulciosi e molto meno di metallo, ma di quelli a cui difficilmente ci si potrà appendere e dondolarsi.

Insomma, sarà una piscina fighissima.

 

 E io non riesco a ricordarmi sempre che la fine non è la fine. Quindi stasera resto a casa con i miei capelli tragici, l’odore di cloro e quella sensazione che ti viene solo dopo aver nuotato. E se ce la faccio studio. Altrimenti vado a letto presto e studio domani mattina.

Tanto devo studiare in ogni caso.
Prenderla con filosofia.

E non vedere l’ora di dover studiare Storia.

 

E poi penso che i desideri vadano realizzati. Al più presto, prima che svaniscano.
Perché a volte ritornano, simili ma mai uguali.
E poi è ora di cui ci dobbiamo curare. Non poi.
Il poi viene dopo. Anche se lo scrivi prima!

so come on....


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20/01/2005

io te i rambo e i tragedy

era dal mio compleanno che non andavo in motorino.
in due, sul motorino.
è così bello!

oggi: ultima visita nell'università di adozione prima dell'esame. da domani regredirò ai bisogni primari, fino a lunedì.
dormire, nuotare, mangiare.
sabato al garibaldi, ma solo se riterrò di aver dato abbastanza a sta acciminchia di sociologia.
no, ci andrò comunque.

oggi: ho studiato più oggi in un'ora che ieri in tre. siamo a posto.
oggi: ho pranzato con l'altro paladino con cui si è deciso di combattere la faida. Nessuno dei due della statale, ma pranzo i xmensax. perfetto.
oggi: dovevamo tornare a casa presto, ma le chiacchere hanno avuto la meglio.

stasera è birrificio.
essici. sopratutto tu!
sì, tu!


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19/01/2005

Qui e ora/ tempo freddo

Hai letto quello che ho scritto sul blog domenica?
..Domani continuo.”

 Caspita. Io non ce la farei mai.

A continuare domani, intendo.
Sì, posso continuare a ridere di ieri e l’altroieri, domani, ma non posso continuare a scrivere qualcosa che ho iniziato oggi, domani.
Perché domani un altro sole il mio corpo riscalderà, fuori dalla citazione tremenda, sperando che l’intertestualità tra linguaggi fallisca per stavolta e che si colga possibilmente solo il senso che io voglio darle.

È il motivo principale per cui non scriverò mai niente che superi i limiti di una produzione “breve”.

 

Poi c’è sempre la questione della deontologia del blogger. Per cosa è fatto un blog, per cosa non è fatto – che poi sono fattacci di chi ci scrive, e di nessun altro. Quindi più che altro la questione è cosa ci voglio scrivere, cosa non ci voglio scrivere, cosa sarebbe carino scrivere ma non verrà scritto per questo quello e quell’altro motivo.
Perché non c’è nessuna pretesa di letterarietà, in un blog. Solo per il nome che si ritrova, che sembra un’onomatopea venuta male, non può essere alcunché di letterario. È un diario?
non proprio. Non il mio. Io ebbi un diario – come ogni buona dodicenne, dove segnavo veramente tutto quello che mi succedeva, dove sono conservati i cimeli di due anni di tempeste ormonali, di codino jedi, di letterine del giovedì pomeriggio e via così. Questo non è un diario. Non il quel senso. Perché è sicuramente qualcosa di personale, ma di un “personale” ben diverso da quello che poteva essere il diario delle medie. Qui si tratta di un personale pubblico. Negoziato dalla socializzazione, potrei azzardare. Nel senso – è inutile prendersi in giro e sostenere di scrivere esclusivamente per sé: se voglio scrivere per me, prendo un pezzo di carta qualunque e ci scrivo sopra, lo appoggio da qualche parte qui e spero di non perderlo nel casino. Non lo pubblico in rete. Non lo rendo pubblico, appunto. La comunicazione presuppone un emittente e un destinatario – per quanto questo possa essere indefinito e via dicendo. Il problema sta nel calibro del gate-keeping che decido di darmi. Quante informazioni far passare, ma soprattutto quali.

 

E poi, c’è sempre il problema di riuscire a rendere giustizia alle cose che si vivono, fantastiche nella loro semplicità.
Ecco, se riuscite a immaginare una risata che sale dritta da dentro e che rimbalza forte tra i palazzi in quelle vie illuminate di giallo, che inizia ad un capo della città e continua ad un altro, ed esce così, senza prepotenza, ma come unica risposta possibile a quello che succede, se riuscite a immaginare una palla di neve grossa il doppio di un pallone da basket e portata in braccio per strada, e la guerriglia tra i marciapiedi, o il modo più bello di affrontare una scala ghiacciata o una discesa mortale sui sacchi della spazzatura dalla collinetta del parco lambro tutto bianco, se riesco a farvi capire anche la metà di questo abbiamo vinto.
perché la comunicazione è un’interazione.
e perché questo non è un diario, e posso permettermi di lasciare dei buchi, e sperare che li riempiate nel modo giusto. O anche al contrario- o come vi pare.
E poi, c’è sempre il problema di riuscire a rendere giustizia a quelle cose che sembrano sempre perdere qualcosa, se riportate. Forse perché manca l’aria giusta. Sono quelle cose che tieni egoisticamente per te, e che vedi brillare negli occhi di chi era lì con te e sa cosa vuoi dire – ma non dici. Perché le parole sono belle e tutto quanto, ma non perfette.

Per fortuna.

 

In fondo non c’è poi tanta differenza tra i bleeding through e i death cab for cutie. Davvero.

 

Ognuno faccia le sue considerazioni su Milano con la neve, io sono ancora incantata per farlo.

guarda questa via, potrebbe essere qualsiasi altro posto
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18/01/2005

oh - la neve
meraviglia.

e il cielo arancione. e tutto riflesso
e ovattato
mi basta la luce dello stereo.
arancione, anche quella

e una canzone che mi sono regalata
la sera prima
di quando abbiamo fatto smettere di nevicare.

mani fredde, cuore caldo
e stasera lo sai dove dovremmo essere?
come -


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essere "rogorati"

 quale razza di congiunzione astrale o complotto intergalattico mira a non farmi studiare???
ESIGO DI SAPERE!!!


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17/01/2005

La somma trascende le parti

 

Penso valga la pena di allineare un paio (di migliaia) di parole e spendere un po’ di tempo su questo aperte virgolette fine settimana chiuse virgolette.

 

E mentre lo faccio –viva la sincerità- faccio andare il disco dei new found glory. That’s what she said! E non starò a dilungarmi sui ricordi di quell’estate duemiladue in cui comprai il disco in questione, perchè fu solo una parentesi di luglio, quando la musica te la canticchi andando in spiaggia e poi non hai tempo da dedicarle, se non prima di andare a dormire (quando ancora facevamo i bravi bambini e tornavamo prima del sole), e la sveglia nella stanzetta di North Row al civico 36 fino a Russel Square.
Insomma dicevo che non mi sarei dilungata e non lo farò!
The needle on my record player scorre su questo cd perché ieri quando siamo passati urlando da quella porta aperta e ho visto il pavimento verde e poi ci siamo lanciati nel buio stavano suonando loro, appunto, una canzone di questo cd che ho anche io e che in fondo mi piace ancora. Che non ti lascia quasi niente, se non voglia di saltare e correre ancora. È un disco stupido, i testi non dicono un bel niente, ma la musica scorre via piacevolmente. E adesso non può che ricordarmi di quell’istante in cui entri nel buio, vedi un mare di vuoto nero che si muove, cinque scemi su un palco grande una decina di volte quelli a cui ormai sono con piacere abituata e realizzi che sì, hai scavalcato, hai fatto una corsa spaventosa e sei lì in barba ai bagarini e ai biglietti da milionari, e la cosa più spontanea che ti viene da fare, dopo gridare, è abbracciare chi ce l’ha fatta con te!  Aahahah! Sto ancora finendo di ridere, per la cronaca. Ed è una cosa estremamente stupida, ma è stato bello lo stesso.

Divertente da morire.
”ma queste cose non le dovresti lasciare ai ragazzini, visto che hai vent’anni?”
per i miei ho già passato la soglia dei venti. Ma io l’uno nelle decine ce l’ho ancora, e non ho ancora passato l’emmezzo, quindi qualsiasi approssimazione finisce sempre con quell’uno ancora nelle decine, quindi sono ancora una di quei “ragazzini”. Sempre.
Ggiovani, ancora e sempre!
Il concerto… riassumerò con la massima da pullman:
meno cazzate

più canzoni

cultura dello stage diving meno due, filo ad aprire le danze, io che faccio amicizia con dei pazzi che si inventano come nuova disciplina il lancio della Viole qua e là: “sei leggera!” ah bè, grazie! Cinque canzoni dopo che avevo detto “sì sì adesso torniamo fuori” capito in braccio a un energumeno della security che invece di farmi varcare l’uscio della casa da sposini mi riporta tra la folla – io ringrazio, lui mi guarda male. Eh bè!
In più, le mille coincidenze: la tizia pugliese che mi chiede come arrivare al filaforum, attacco bottone, e scopro che studia con rimozione-forzata-Bruno, e poi che è dello stesso paese della metà pugliese dei Forestyelli, che probabilmente lei e Filippo si sono visti quest’estate,e poi a Famagosta c’è Bruno, che rimane con noi tutta la serata. Ci incontriamo sempre per caso. E questo è un altro motivo in più per affermare la bellezza del caso.

 

Poi ci penso su un attimo

 

.

 

E sono quattro giorni fantastici, di cui non buttare via neanche un istante – nemmeno uno.

Dear your name here… it’s been a long time very long time!
E se volessi, potrei impaludarmi in quei ragionamenti che tiravi fuori ogni volta che stavamo insieme o che non stavamo insieme: in un’ora ci sono sessanta minuti, in ogni minuto sessanta secondi, e quanti attimi ci sono in un secondo? Infiniti. Quindi se considero ogni solo istante, starò con te per sempre.

Più o meno.

(perché in quei casi si scrive per sempre e si legge fino a quando)
Un po’ meno radicalmente, sono stati quattro giorni lunghissimi. Così lunghi che nella prospettiva del giorno dopo sembrano troppo corti, ma al punto giusto – di quelli a cui non sapresti trovare altro da aggiungere, e nulla da togliere.

 

 

La nebbia, gli esami, gli stillicidi tesi da maestri liutai, le aule polari e quelle tropicali, la nebbia e i festeggiamenti per le cose a venire, chi pacca, chi c’è sempre, io in maglietta e lei con maglione giacca e sciarpa, gli abbracci quando si esce da quella porta in trionfo, sapere esattamente dove si vuole andare e chi si vuole vedere, sputare fuoco e fiamme perché la salsa dei falafel è piccante e io non li ho mai mangiati, avere il portachiavi più figo della storia e tenerlo nello zaino, sentire di nuovo quella parlata fantastica che alla fine ha tante “e” aperte quanto quell’altra, tornare a nuotare e sentire sull’allungo che sono tre-tremende-settimane che non ti alleni, avere la sensazione che entro breve non sarà più come prima, tenerla dentro per un po’ e poi ricordarsi che la fine non è altro che un nuovo inizio, e non tediare gli altri con le proprie turbe e quindi lanciarsi nella conversazione selvaggia, piazza al leo con un concerto gremito e divertente, la caccia ai sosia –che sono stati veramente troppi, la dèns anni ottanta, “sì mamma torno presto”, rollercoaster e la micra riserva naturale del singalong, l’esame di inglese più spavaldo che mai, a piedi fino a scuola per rivedere un volto amico, chi telefona con banali scuse per sentire la tua voce e poi non la sente perché i wind non prendono un accidenti, l’abbiocco sotto la copertina fetish regalatami a natale, le tre serate in una, sempre in tour e quindi in gonna, ma con i jeans nel portabagagli, roadie come sempre, festa dei liceali e poi chiacchere infinite, andare a dormire alle quattro e mezza e fare colazione con la pasta al ragù, svegliarsi un momento e non riuscire a riprendere sonno per un'ora ma continuando a sognare, fare finta di studiare e poi uscire a fare i giovani, non ri-trovare il sorriso (perché non l’ho perso da nessuna parte) ma trovarne uno nuovo, che aspettava di essere manifestato, sentire la voglia di saltare alto quanto il soffitto per una cosa nuova, essere sollevati fino a due metri perché sei ancora più alto di quando, pensare che ci siamo visti ogni sera noi tre, trovare e trovarsi, pensare che è bellissimo, e finire di ridere domani.


vedete, alla fine non sono successe poi così tante cose.

Ma è quello che ci sta in mezzo che importa, e che non si fa incastrare in nessuna parola, nessuna battuta, nessuno di questi 26 caratteri.

 

Ci siamo detti che sarà un anno fantastico. Io ci credo.
Perché ho tutta la voglia di fare in modo che lo sia davvero.
Lara e Luca hanno aggiornato dopo che l’ultimo post risaliva a novembre. Coincidenze? Boh, forse.
A novembre è iniziato un po’ di tutto. Come ad ottobre, come a settembre e come dicembre. Io sono stata presa dalla mania degli anniversari, abbandonata presto per eccesso di cose da ricordare.
Io aggiorno sempre, ma sono contenta se ho tempo solo per una frase.
Contenta anche di avere il tempo di un disco per ripensarci, e sbrodolare in troppe troppe righe.

 

…cause it’s the things she does that make me sing about her!

 


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16/01/2005

Non mi prendo sul serio abbastanza seriamente

e fuori le magliette troppo corte, perchè una volta eravamo panc infanti con i capelli verdi!

AH AH AH ! 


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15/01/2005

Extra moenia

narcolessia post-esame come soddisfazione sublimata.
il segreto è avere qualcuno che ti chiama e addormentarsi
subito dopo!

non dovevo tornare alle due. così ho aspettato quei cinque minuti in più. così ho mantenuto gli impegni presi!
e la mattina ancora una volta la sveglia
settemmèzza e niente nebbia, oggi
solitude sometimes is e passi lunghi verso il sottosuolo, memoria, aria fredda e nessuno in giro.

e scendendo le scale con quel giro di basso (e quella chitarra, e quella batteria - così maledettamente semplici eppure con un impatto così forte ) mi sono chiesta se avrei visto qualche liceale aspettare con la faccia assonnata e contrariata
il treno per famagosta che al sabato mattina non arriva mai.
i treni si perdono sempre e non arrivano mai, il sabato mattina.
qualcuno con un'interrogazione da saltare, che aspetta il treno e nel momento in cui si aprono le porte deciderà
se entrare 
se aspettare
che si aprano le prossime porte. Quelle del treno che non arriva mai.
e sul quale ricadrà l'accusa di averlo fatto tardare.

"Come va?"
"Bene, molto bene.
Forse fin troppo bene!"

Stasera muovete il culo, e se non venite a Sesto, almeno passate dall'Approdo Caronte. è sui navigli, quindi potete essere anche fashion e supportare al tempo stesso. dite pure che andate sui navigli, e poi fate i seri.
inoltre, è il maggior centro di avvistamente nutrie e pantegane del circondario!!!
Però a Sesto ci sono io.
e potrei decidere di mettere la gonna ;)


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13/01/2005

Whip That!

 le luci spente(eeeeee), la radio accesa(aaaaaa)
 - ma vai a far sto esame, va' (aa)!

(sottotitolo: meeeeenghia, la sveglia alle settemmezza!)


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12/01/2005

il participio passato di mietere?

 un'oretta e la mia magione sarà invasa dallo zelo universitario pre-esaminando.
oh mio dio - è proprio il caso di dirlo.
e tu, disgrazia umana, proprio adesso dovevi ammalarti? maledetto. io avevo organizzato tutto per sfruttare le tue acute capacità di analisi. non ti odio perchè so che te ne beeresti un po'. quindi beccati l'onomatopea - prrrrrrrrrrrrrr!

l'idea di scavalcare al filaforum era ottima solo per il gusto di scavalcare, ma rinuncio. e vado a sentirli in ogni caso aggratis a supersonic, i green day.
sì siamo supergiovani e sì, ci piace andare a sentire i concerti aggratis delle bbènds che ci piacevano da piccoli! ahahahhahaha. maronna.
che poi a me dei green day piace solo un disco.
e mezzo.
ma che importa???


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11/01/2005

Sì, anch'io! 

Stavo pensando alla bellezza di certe cose.
Quelle piccole cose a cui non è obbligatorio fare caso.
Piccole cose e grandi gioie, sì
- O forse era ancora una volta per il sole che splendeva, non lo escludo!

Stavo pensando a quanto mi fa felice attaccare quelle due o tre note una dietro l'altra, a questi momenti di chitarrismo che da qualche giorno mi ritaglio. Stavo pensando a camminare e prendere la metro alla fermata dopo, e per caso entrare in un negozio senza essere assalita da agorafobia, afasia, conati di vomito e nevrosi a scelta. Stavo pensando a studiare in biblioteca e poter guardare il viso di qualcuno anzichè le sue terga. Stavo pensando a una chiaccherata in un chiostro in un angolo al sole, ad una mattina tuttosommato fallimentare per lo studio e tuttosommato luminosa per tutto il resto.
Poi volevo vedere se mi ricordavo ancora qualcosa di inglese. sì, direi di sì. qualcosina. (diminutivo iperbolico)

I messaggi dei media hanno una natura poliedrica, determinata dal tipo di medium emittente...

sai cos'è? è che andiamo sempre più in mezzo alla campana. e non è per niente furbo. solo che poi la campana diventa sempre più grande. e non ci distinguiamo più. un giorno questo sarà tutto neostandard.
-che schifo!


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10/01/2005

Give me time, For-giving mine

"Oscillare tra il nulla e il nulla di buono". grazie gaia. 
Oggi è la terribile sensazione che ci sia qualcosa di preciso da cambiare, senza però sapere in che modo.
Poca voglia di inter-loquire, fatta eccezione per la chiaccherata con mister "Io so il tedesco" -e grazie tante, se non lo sai tu, siamo proprio a posto...
Strani, gli esami. Giovedì è la verità. Non è patetico.
Lunedì l'umiliazione? No, Moz, no. E i suffocation erano di sabato.

Sono talmente stanca che riesco finalmente ad ascoltare morrissey. e i motorpsycho. e questi xiu xiu. ma più che altro perchè il tasto per cambiare canzone è veramente, veramente                     lontano.

("cinquanta eurooO!" è rimbalzato per tutti i quattro lati del richini. rido-a-crepa-pelle!!! )


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09/01/2005

 Meeeeeeenghia!

Oh, domani c'è l'esame maledetto, se qualcuno ancora non l'avesse capito!
"oh" è un interiezione che dovrebbe fungere per voi da segnale discorsivo: indica che questa non è una comunicazione programmata. o magari potrebbe essere un testo scritto per la recitazione, fate un po' come vi pare. ma è una forma di faccio-brutto più che spontanea. dal profondo del cuore!
ma questo è un altro esame, uno degli altri. domani c'è soffrociologia!

mannaggia-al-clero!


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07/01/2005

Ancora noi qui, senza parole (uoooooooO!)

 Una rincorsa a dir poco disperata, e va bene.
Ma sono o non sono una mezzofondista??
o forse sarebbe più corretto l'imperfetto? no, no. ecco dove sta il problema: io sono una mezzofondista. gli scatti non fanno per me.
gli unici scatti che posso permettermi sono per rincorrere i mezzi di trasporto pubblici, se proprio vogliamo anche quelli fotografici -  ma è più un'edonismo letterario che mi porta a scriverlo.
Bè insomma rimane che io con le secchiate non ho mai risolto nulla. E qui ci vorrebbe altro che uno tsunami...

Quindi sto esame di lunedì, che ne faccio? Boh.
Intanto torno a correre. E ogni qualche pagina continuo ad insultarmi perchè non le ho lette prima. Bastava poco, qualche pagina al giorno, accidenti. Così tante facce nuove tutte insieme sono troppe, non mi ricorderò neanche un nome!  

Detto questo, oggi è un mare di nebbia. un banco di nebbia e tonni. e io in apnea. E adesso corro ancora finchè non se ne vanno tutti a casa, e poi ho un posto dove andare, ma devo prima valutare che senso abbia andarci a metà.

curiosità: ho cercato di tenere zitte le casse per un po', per un altro poco invece no.

Against Me!
Manic Street Preachers
Wendigo
Ayuhara
...And You Will Know Us By the Trail of Dead

e canzoni qua e là. anche molto in là.

Sarà perchè ieri sono ho spento la luce coi Veils. Però adesso


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We would dance like no one was watching

 I minuti volano via troppo velocemente, mannaggia al clero.
e non sia mai che lo facciano quando serve, no.

lunedì c'è l'esame di sociologia. io non lo so.
il piano è andare, vedere, e se me la sento, se oggi mi decido a infilare la testa nei libri e non tirarla fuori che per nutrirmi, accetto anche. altrimenti arrivederci a tra due settimane, e sotto di nuovo per italiano. quello è fattibile. molto fattibile.

poi ci sono gli against me! che vanno in loop nello stereo e non riesco a toglierli.
qualcuno mi salvi. no, qualcosa mi salvi!

Then I saw you Dancing at a punk rock show
And for a moment
We walked the streets that everyone else
Had given up to 4 AM


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05/01/2005

Tell everybody around Viole is back in town!

C'è un anno che comincia il primo di gennaio - si chiama calendario gregoriano, ed è quello a cui siamo un po' tutti piegati

05.01.05, 01:35 am
ecco, qui comincia il duemilaecinque! con una bella simmetria centrale.una piazza che per il resto dell'anno maledirò per quel pavè che uccide il mio non-essere-provvista-di-ammortizzatori. sì perchè tra poco tornerà in auge IL Bolide, più rosso e fiero che mai!
Dopo un giorno in viaggio, un viaggio a ciciarare e quella mezzora di singalong a squarciagola a stonare in due e in tre, la sosta allo stesso autogrill di dopo-il-concerto-di-novara (essendo novara-est...), dopo averci messo più o meno due ore per entrare in casa, e una pasta che... davvero, secondo me era pessima, scusami! Insomma è lì che inizia l'anno nuovo. uno dei tanti anni nuovi. un'altra simmetria, quasi, un altro caso, un'altra volta a girare in macchina. grazie davvero!

bè, e dopo delle vacanze davvero fighe, se ci penso -torno pure abbronzata
ma io sono abbronzata tutto l'anno
che ve lo dico a fare?!

e sarà un anno con i controcazzi, giàssapète!

il duemilaequattro se n'è ito
e io l'ho capito
che è stato PHantastico (liberissimi di farlo diventare un accento piano, eh -però è una scelta vostra). Perchè gli anni dispari è vero che sono più belli. Ma io negli anni pari ho anni dispari, quindi anche quelli spaccano!
"Tipo", ho diciannove anni. e diciannove, lasciatemelo dire, è un numero STRAFIGO. e PRIMO.
STI-CAZZI.
(turpiloquio a gratis, olè!)

e ora che non ho naturalmente studiato corro a cercare di tappare sta multa che mi affligge da quel dì. e se via rugabella non è il posto giusto allora riprendo la micra, vado in Germania, parcheggio in divieto di sosta proprio in mezzo a Marienplatz o comecazzs'elchama e Luca, qualcosa di terribilmente cretino da fare lo trovo, davvero!
Incrociate le dita e ripetete con me
L'AUSILIARIO DEVE MORIRE!

Vi vorrò bene

se ne avrò voglia!

Con affetto e non affettazione, vostra Viole(')

















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