[ a mENo di uNA
                 CoStANTE ]


28/02/2005

 febbRIOT

auguri aurè, che i vent'anni si compiono una sola volta. a scelta.
Riprendere le lezioni non è poi così traumatico, in compagnia. e soprattutto, con il sole si sente meno anche l'odore di tragoedia (che è, etimologicamente parlando, un sano odore di capra) imminente a data da destinarsi ma da consumarsi tra le prossime lezioni sul dio**** e la fine dell'estate. Perchè freddo col sole è la dimensione ideale. alla fine di una stagione come all'inizio. Dimostrando che sono, in fondo, la stessa cosa vista da lati diversi.
Io mi sono regalata un cd, per la nuova stagione. ed è uno dei cd più f-i-g-h-i che siano passati dal mio lettore.

DESTROY!


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27/02/2005

insistere
e ora esco a cercarmi


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26/02/2005

 Le parole che non vorrei mai sentire:
Cosa ti sta succedendo?
Però forse è vero che bisogna star male per fare (belle) canzoni. Oh, bè. Ma io sto male? No, non direi. Il problema di base è che nessuno rimane uguale a com'era cinque minuti prima. Osservando le cose dal sistema di riferimento solidale con me stessa io "mi" rimango sempre coerente, non fossilizzo e perciò cambio, ma seguendo una linea "naturale proseguimento di-". E se mi vedi cambiata da fuori è et perchè cambio io et perchè cambiano gli occhi di chi mi guarda. Non scarichiamo tutte addosso agli altri. Equità.
ovvero, niente musi lunghi e tutti a cavallo.

una volta mi hanno detto che il weekend è sempre una merda. (o un morda...) Forse questo fine settimana è vero.
però adesso non correte a scrivere l'identità post preso male = viole presa male.
Specificate il dominio, poi se ne parla.
YO!


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25/02/2005

a proposito di decisioni, essere decisi e decisamente qualcosa:
una sola canzone nello stereo per oggi - Nothing with You dei Descendents.
YO!


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24/02/2005

oh, sì. 

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23/02/2005

stanno prendendo a mazzate il muro di camera mia.
se mi fanno un graffio al poster dei clash li
estinguo.
!


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22/02/2005

pà-zuzù pa-zuzu

 ci sono cose che il mio cervello di modeste dimensioni proprio non riesce a capire: una di queste è l'espressione "il geometra e gli operai arrivano alle 8". Se poi vogliamo aggiungerci "devono controllare dei tubi che passano dal muro della tua camera" il tutto diventa ancora più incomprensibile. sono i misteri della mente umana.

mi viene quasi da cantare... teeeeellll miiiiiiiiiiii uèrs yooooour haaaaaAaàrt!
- orecchie da intenditori per questa citazione estremamente raffinata.

alle solite - tentativi di far coincidere intenzioni e azioni poco riusciti. va bene ripartire dal via, ma ogni tanto sembra di formattare il disco, più che di schiacciare start. o forse è davvero una questione di ciclicità - ma rimane la sensazione di ripartire da zero. a proposito di ciclicità, questo freddo deve sloggiare, per far posto alla mia Ciclicità. Sua signoria delle biciclette.
ah, i limp bizkit plagiano gli snapcase. ho deciso.

c'è una domanda che mi preme porre all'uditorio:
quanti bagni avete in casa?
 - sono il massimo dell'intellettualità, lo riconosco.


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21/02/2005

This is called Disarm

 I hear your winter
I hear your rain
I've failed your summer ways
And I feel no pain

I hear what you want
And I feel that way
I hear what you want
And I feel that way

I hear you fade away
And I hear you crawl
I gave my life away
And I feel no pain
And I feel no pain
And I feel no pain
And I feel your pain

E in entrambi i casi, non la vostra versione da comunii mortali. ma anche quelle vanno bene
e questa neve, che attacchi.
in generale, un po' tutto.
e chi dice "grazie" intendendo scusa
cosa prova
e chi va in piscina e non sa nuotare
ma ci prova
e chi porta acqua al suo mulino
controprova
e chi si innamora
controproduce
...ma è sicuramente d.i.y. - e non chiede il rimborso
o forse sì? -bè, in tal caso se la mena, e soprattutto
è un pose(u)r.

il cloro può dare controindicazioni, leggere il libretto informativo, non somministrare sotto il tavolo.
il clero? peggio che una nutria a colazione. 


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20/02/2005

Stilish Kid In The Riot

 un GRAZIE coprente distanze siderali a John d. Raudo e alla scritta sulla sua tutina bianca.
come un ninja fai le scale - pentatoniche.

meteoropatia? sì grazie
meteorismo? anche no.


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19/02/2005

matchbook

l'esercizio del giorno è:
 andate a morire sulle vostre vecchie canzoni
la questione del giorno è:
 who rides?
la risposta del giorno è:
 già, who rides?
la frase del giorno è:
 me la sono dimenticata

..ma suonava come "con la primavera ritorno maiala, promesso"
ENJOY!


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18/02/2005

la stratégie du funambule

per dire veramente le cose come stanno, senza nascondersi dietro la patina di una lingua straniera.
perchè certe cose sembra più facile dirle in inglese. 
e a me, le cose facili non piacciono.
(anche) per questo io canterei in italiano. 

tra l'altro, l'inglese è una scusa per legittimare lo stiramento vocalico, diciamocelo!
adieu, do corda alla mia incapacità.
sulle sei corde.
tra le sei corde, il do non c'è.
quindi, come dargli corda?
ha! bel quesito!


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17/02/2005

STASERA
DEPOSiTO BULK
EDEN MAINE (UK) + FOREST YELL
ESSICI.

(che il prossimo concerto al bulk lo vedete con il binocolo..)

 perchè metterci un'ora per tornare a casa, quando ci vorrebbero venti minuti?
per fare il giro più lungo.
dopo essersi fatti dire "solo" ciao. o meglio, perchè quando sto fuori tutto il giorno, il ritorno è più bello in tram.


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16/02/2005

èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita
èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita
èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita
èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita
èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita
èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita
èfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinitaèfinita.no, in realtà è
quasi finita. ehe.

ok, avete presente come finisce un'estate? ecco, ora sto così.
con gli occhi chiusi, fino alla nota di basso.
un appunto veloce e scappo.


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 uao, se l'esame fosse in figaggine oggi vincerei davvero tutto!
ahahhaha.
...il trofeo modestia è sempre mio, ovviamente. lo sappiamo.
maronna!


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15/02/2005

 che poi, che sarebbe questa storia del post-al-giorno. dove sta scritto. e poerchè? (dittongo latineggiante, oh iea!)
non devo, non devo rompere questa giornata di tempistica "strana". è figo. basta saperlo, se ci metto un'ora ad alzarmi, basta puntare la sveglia un'ora prima dell'ora esatta in cui voglio alzarmi. o un'ora e mezza prima, volendo. per andare a fare colazione e respirare un po' d'aria che non sia quella di casa, in quelle due ore in cui, in questi giorni, ho semplicemente dormito. Bisogna alzare il culo e andare a sognare da qualche altra parte, e uscire - tutti i giorni, anche quando piove.
che sole, eh? accidenti alle predizioni del tempo, doveva fare freddissimo e nevicare, in questi giorni. anche "soltanto" piovere. ecco, avrei voluto pioggia per tutti questi giorni. così sarei rimasta a casa senza remore. ci sono rimasta lo stesso, perchè guardando bene indietro a questi giorni ho un debito mondiale con lo studio, e non so se domani finirò di pagarla o che.
Adesso sono qui che traballo. Ora: una persona che finisce di studiare il giorno prima dell'esame che fa? si riposa. leggiucchia qui e là le cose che non si ricorda bene. io che non ho studiato bene che faccio? traballo. ciondolo, recupero i libri di mia madre, quelli di mio padre, i miei dell'anno scorso, l'atlante storico, l'enciclopedia, il quaderno con la manata in copertina, gli appunti di matteo, i miei non li trovo più. erano fighi, i miei schemi! comunque.
sono tutti qui sulla scrivania e mi aspettano. io li guardo, loro mi rimandano l'occhiata. ci guardiamo e aspettiamo.
sto aspettando lo sparo dello starter per tuffarmi.
e sono già alla seconda falsa partenza. alla prossima mi squalificano, e la botta in testa non me la leva nessuno. ma no, non facciamo i tragici. però sarebbe davvero ora di buttarsi. dai.

dai.

dai, oh!

sì, vabbè.


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Et les passants qui passent

oggi non ci sono (quasi) per nessuno, sono altrove lontano più lontano della notte più in alto del giorno.
ho appena finito la parte istituzionale, finirò in un'altra vita di incazzarmi con la storiografia cattolica (o anche semplicemente democristiana).
domani farò il culo ai frati. o ai preti. quello che sono prima che ci provino loro. perchè l'importante è presentarsi con il coltello tra i denti, e piantarglielo prima che siano loro a farlo!
e da domani torno in-pista.
oggi sono in-articulo mortis.

diffidate dai libri che non parlano di Pio XII. mortacci loro.


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14/02/2005

 un blog non è un cartellino da timbrare, perciò
la questione del giorno è:

ma le balene, effettivamente, cagano?


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13/02/2005

scegliersi una parola da ripetere

 The first time that I met her I was throwing up in the ladies room stall. She asked me if I needed anything; I said, “I think I spilled my drink”. And that’s how it started (or so I’d like to believe)…

- ...Romantica questa canzone!
- perchè?
- Bè, per come inizia
- ...in realtà lo è. il testo è davvero romantico

e in effetti sì.
"ecco".

...poi il prode cittadino urbano va in una città di mare e dice "certo che qui si sente proprio che siamo vicini al porto, eh!"
ogni frase ammette almeno un doppio senso, e ogni storia ammette un seguito.

e ripeterla. così.


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12/02/2005

 nnohooo!

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11/02/2005

 sìììì?

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10/02/2005

"Ah, sì! Quel panzone schifoso!"

Uno vive in città e da buon cittadino urbano si lamenta della puzza (che in realtà non sente affatto, grazie all'abitudine e all' intorpidimento dell'olfatto, ma di cui deve lamentarsi per deontologia) - poi va in campagna e dice "certo che qui c'è proprio puzza di merda!"

...poi ovviamente una volta tornati in città si trova di nuovo la pace del senso olfattivo.
Briosciame? sì grazie, e un jet-lag per due, con molto zucchero.

(seheeeeeeee??)


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08/02/2005

Ad ognuno il suo

quid fiet hominibus qui minima contemnunt majora non credunt?
fatevi chiamare da qualcuno a un'ora a caso della notte. fa bene, davvero. 

può anche portare a soprassedere al dover studiare su un libro che tenta boriosamente di condensare vent'anni di produzione artistico-letteraria (oh, beh, artistica e basta, la lettueratura è un'arte. diciamolo) in una paginetta buttando lì interpretazioni malcelate. 'na schifezza.
mi manca un sacco ma ce la posso fare. più che altro ce la devo fare. ah, i verbi servili. cambiano tutto.

ci sono libri che non si rileggono mai.
sono quei libri che leggi sempre per la prima volta, ogni volta.
che poi alcuni non siano propriamente libri, altra faccenda.
e poi chissà perchè certi pezzi ti fanno dimenticare che esistono parole parlate? e le fanno sembrare quasi (mi tocca dirlo)...superflue. in più o di troppo, a seconda dei casi. con una sensibile differenza. è come quando ascolti il piano. e tutti gli altri strumenti potrebbero anche non esistere e farebbe lo stesso, forse meglio. è come quando ascolti la chitarra. e tutti gli altri strumenti potrebbero anche non esistere e farebbe lo stesso, forse meglio. è come quando ascolti un arco a piacimento. e tutti gli altri strumenti potrebbero anche non esistere e farebbe lo stesso, forse meglio. è come quando ascolti la batteria, le percussioni. e tutti gli altri strumenti potrebbero anche non esistere e farebbe lo stesso, forse meglio. è come quando ascolti la voce di chi ti è accanto, e tutto il resto non esiste

...poi ci pensi su e unisci tutte le parti. e quello che hai è la tua canzone preferita del momento. quella che canti pur non conoscendola.
eh sì!


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07/02/2005

 ah, a sproposito

il libro di storia non è degno di essere praticamente l'unico ad avermi vista oggi. E l'aperitivo per un trenta altrui (il femminile di altrui è "altrei"?) è stato troppo breve e senza. il trasporto in moto troppo gelido. i pensieri troppi, il tempo insieme mai abbastanza. il dopoguerra troppo lungo. le divagazioni sull'inflazione inflazionate. le crisi postbelliche troppo in crisi. il libro troppo vago su certe cose, troppo puntiglioso su altre, come al solito. Il solito come al solito, ma il solito una volta dopo tanto tempo, in definitiva, piacevole. Nel '21 fu ucciso in un attentato il ministro delle Finanze Matthias Erzberger, esponente del Zentrum cattolico (ma se è "Zentrum" con la maiuscola l'apposizione "cattolico" si potrebbe anche evitare, no? no.), colpevole di aver firmato l'armistizio del novembre '18 in rappresentanza del governo provvisorio. L'anno dopo la stessa sorte toccò a Walther Rathenau, grande industriale ed esponente del partito democratico, che, in qualità di ministro degli Esteri, si stava adoprando per raggiungere un accordo con le potenze vincitrici. Questo per documentare la ferocia dell'offensiva terroristica dei gruppi di ispirazione nazionalista all'interno della acciaccata Germania.Caspita. Poi uno si chiede per cosa si uccide...


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06/02/2005

ah, a proposito

mai sottovalutare i mezzi passi, le mezze frasi,
le mezze età.

oggi sono diciannove e mezzo. bè, per me sono importanti!
un buon non-compleanno.. a me! a te!
essì! ellùi! ellèi!

sukkupuuutttu!


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04/02/2005

questioni di filìa

Quando infatti venne la pienezza dei tempi il Verbo si fece Predicato e con un’attenta opera di proselitismo sintattico trovò nel Soggetto e nel Complemento Oggetto i suoi più stretti collaboratori.

L'idolo può essere una persona o una cosa che nel nostro cuore prende il posto di Dio: anche le cose che a noi possono sembrare banali, se occupano nel nostro cuore lo spazio che spetta a Dio, sono idoli.

Inoltre, l'amore del denaro, la concupiscenza, l'avarizia, la ghiottoneria sono tutte forme di idolatria. Lo sport, il potere, il sesso, l'io dell'uomo, anche l'amore per una persona possono diventare idoli. Se si mette al posto del Creatore la creatura si entra nell'idolatria.

"Fate dunque morire le vostre membra che son sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria" (Colossesi 3:5).

"Poiché voi sapete molto bene che nessun fornicatore o impuro, o avaro (che è un idolatra), ha eredità nel regno di Cristo e di Dio" (Efesini 5:5).

I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera. A quell’ora, S-lot Machine era uso contare i centesimi e disporre le monete di cui disponeva in ordine di taglio crescente, in sacchetti distinti per colore, in modo da ottimizzare l’inserimento delle stesse nelle macchine da gioco dei sodomiti.
ricordatevi che qualsiasi frase ammette almeno un doppio senso se non in numero maggiore a due nei casi più fortunati. Ricordatevi che stiamo parlando di sodomiti.
S-lot vide i due signorotti atterrare baldanzosi e offerse loro la sua porta, alla quale avrebbero potuto accedere uno alla volta per motivi di spazio. I due rifiutarono, dicendo che avrebbero preferito fare un po’ di piazza, ma di fronte all’insistenza del profugo di Cannaan, considerando di essere, dopo tutto, in quel di Sòdoma, accettarono. Ricordatevi che qualsiasi frase ammette almeno un doppio senso.

Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand’ecco che alla porta bussano tutti gli uomini della città, che era sempre Sòdoma, e si affollarono tutti come cavallette in Egitto intorno alla casa di S-lot. Le femmine avrebbero ben gradito accalcarsi a loro volta per poter godere della situazione, ma gli uomini erano parecchi e gli angeli solo due e non in grado di moltiplicare pani e pesci. Ricordatevi che qualsiasi frase ammette almeno un doppio senso. La folla fece partire i cori da stadium dalla distanza di circa centoventicinque metri, chiamarono S-lot e gli dissero con piglio da zarri in calore: "Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne” Erano sodomiti, non pizza e ffichi, loro. S-lot coraggioso uscì allo scoperto con in una mano la speranza e nell’altra i sacchetti colorati come riscatto, e dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: "No, fratelli miei, non fate del male!” ..Per quanto ne dicano, gli angeli non perdonano. Non sono preposti ad assolvere tale compito. Ricordatevi che si trovavano a Sòdoma, e che ogni frase ammette almeno un doppio senso.

E fu così che S-lot disse: “Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all`ombra del mio tetto" Ma quelli gli risposero con varie inclinazioni: i più pudici con indicazioni stradali per Gomorra, i più esposti con inviti tipicamente da sodomiti, e altri ancora, in prima linea, gli dissero di abbassare la cresta - che lui era l’ultimo arrivato e non poteva permettersi di fare il capoccia con loro, e che per questo avrebbe avuto sorte di gran lunga peggiore dei suoi due ospiti. Dette queste cose, si scagliarono tutti contro S-lot con intenzioni di sfondamento. Ma mentre tutto questo marasma avveniva gli angeli, ai quali S-lot aveva offerto quella che sarebbe stata la sua parca schiscetta da blackjack ovverosia una porzione di zuppa uncle ben’s ricetta messicana, avevano ingaggiato una competizione di peti: sbatterono le ali per eliminare le prove e la sabbia accecò tutti quanti. Continuate a ricordarvi che la vicenda si svolge a Sòdoma, e che ogni frase continua ad ammettere almeno un doppio senso.

Ricordatevi che non tutte le strade sono a senso unico.

Ricordatevi che non tutte le strade ammettono doppio senso di circolazione.
Ricordatevi che il circlepit ha una sola direzione per volta. In pratica.


E infine, sappiate che la moglie di S-lot rimase di sale vedendo il suo sposo con i due angeli petomani, e che le due figlie - sodomite anche loro ma femmine, e perciò vittime di un conflitto d’interessi tra lo psicologico e il tradizionale, come ogni femmina sodomita – riuscirono poi a trovare marito, uno per ciascuna, forse per via dell’acciecamento generale; ma al momento di dimostrare la propria virilità, i due generi preferirono stringersi tra loro in un’alleanza tipicamente sodomita e accannarono le due sorelle, lasciandole di nuovo sole. Elle, emancipate sodomite, decisero di accantonare l’ipotesi di diventare lesbiche, e in tutta risposta, fecero ubriacare il padre e lo violentarono. Entrambe. Entrambe rimasero incinte, e qualche anno dopo finirono in un servizio su Novella 2000 a.C.

Hai capito...?
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03/02/2005

nutria-core

sono pronta per il rodeo.
ho la maglietta dell'arizona, di ricambio porto la canotta dei suns;
la bandana in tasca, gli speroni lucidati, la tesa del cappello aggiustata, un set di sguardi da mezzanotte di fuoco, la colt giocattolo posizionata nell'apposito cinturone e tutte le frange(tte) attaccate dove debbono essere.
e il lazo. ovviamente.

e nessuna intenzione di abbandonare la cazzonaggine ritrovata.
nossignore e ssignori!


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02/02/2005

scendi subito

 la soluzione è:
avere un blog che rappresenti la media dei blog italiani e non, dell'adolescente medio con in media più problemi della media degli adolescenti frequentanti le scuole medie superiori (perchè a quelle inferiori i problemi non sono minori, ma più facilmente riconducibili ad un eccesso di ormoni in circolo), mediamente più inutile di una pincher di taglia media, ma che nella sua inutilità sia più trasparente e chiaro di una birra media alle quattro di pomeriggio. chiara, ovviamente.
Un blog di liste della spesa, di spese che s-pesano sul conto del papi, un blog che annunci cose genialmente ovvie e strettamente attuali e non ogni morte di papa, e che parli proprio e anche di quello. che sia assiduo, petulante e squillante, ripetitivo come il parlato-parlato, ammiccamenti poco letterari, letterariamente scadente, carente nel lessico e con la verve di un pesce lesso (un persico, magari). ma tremendamente fashion. assolutamente da barbie. e da sbarbie.
di lacca e unghie laccate, senza latte per non ingrassare, un blog che squittisca la propria velinità e la traduca con "paper tissue", che parli degli ultimi saldi e affermi con saldi principi e fermezza la sua stupidità dura e pura, che non faccia sconti all'ovvietà, alla civetteria, e all'affermazione di sè come prodotto sociale e piena parte del mainstream culturale alle falde dell'asse diafasico.
un blog disarmante nella sua semplicità, in grado di far perdere p-arti molto importanti del corpo come le braccia o le orecchie,  ma che con tutto questo continui a farsi leggere. La vergogna della letterarietà e la vittoria delle strategie di marketing della comunicazione. Un organismo pleonastico ma in grado di autoriprodursi e sopravvivere alla selezione. e noi? e noi che ci si perda in tentativi di simmetria centrale, allo specchio per riconoscerci attraverso la definizione di cosa ci rende diversi, di che versi ci distinguono e per che versi possiamo essere considerati perversi. per quali versi impazzire e in quali liquarsi e toccare il fondo della beatitudine, come negli occhi di una musa a caso e piacimento.
ci vuole un blog che si esima da qualsiasi forma di flusso di incoscienza, di associazione di pensieri a delinquere nè di stretta autoreferenzialità, che non pratichi il neologismo e che non conosca il significato di nessuna delle quattro fiere precedenti, e che sia rispettoso dei dogmi sintattici soggeto verbo complemento oggetto, che non sia oggetto di dubbi nè soggetto a discussioni di alcun tipo; in cui il soggetto sia sempre uno bino vino e trino e usi esclusivamente la prima persona singolare, l'indicativo presente e i pronomi possessivi.
che eviti le anafore, le analessi, gli anacoluti, le analogie, le anastrofi, le anabasi gli anacateti e gli anavertici, le anaclasi e le riflessioni in generale, che ami l'anatomopatologia di Kay Scarpetta, con lenti anastigmatiche incorniciate da montature intellettuali e alla moda,  che sia, per dio! anapodittico, possibilmente analfabeta di ritorno, che non sappia cos'è l'eterno ritorno nè un anatema. e sì, che sia anarchico. anarchopunk. e che ascolti le pornoriviste anche, sì.
e che sia a tratti insopportabile e ripetitivo e noioso, ne più ne meno di quando si insiste su una battuta o si trascina per le lunghe un gioco. di parole povere e di ceto agiato.
in definitiva,  che sia sinonimo di anatra.
così sarebbe perfetto.

un blog dove poter scrivere cose come
oggi ho puntato la sveglia alle otto, ma mi sono alzata alle nove. e avevo una faccia che non sto a descrivere per motivi di popolarità, ma diceva chiaramente "sono andata a dormire tardi". Ho studiato un po' storia, e ho ascoltato tutta mattina la canzone che mi ha passato Francesco.
Ho mangiato a casa, avevo appuntamento con Filippo alle 14.30 ma mentre sceglievo che calze mettere mi sono soffermata a notare quanto bene mi stesse la maglietta che poi ho msso anche se ce l'ho da un sacco di tempo, e quindi sono arrivata in ritardo. come sempre. ho tentato di essere puntuale ma anche nonostante una corsa pazzesca non ce l'ho fatta... e poi non trovavo più filippo!
e in università c'è sempre tanta gente in biblioteca non si trova mai posto e le pile del discman si scaricano sempre quando proprio non devono. dyablo aveva le prove ed è andato via prima, poi siamo andati via anche noi e prima di andarcene siamo stati a parlare con Luca e Asta all'ingresso, loro parlano sempre di musica, ne sanno un sacco. e poi io e filippo siamo andati a far la spesa per tadzio che è malato. e c'era un sacco di coda, e l'abbiamo dovuta fare tutta anche se avevamo due cose e non avevamo trovato neanche il latte di soia.
e ora sono tornata a casa e la prima cosa che ho fatto è stato accendere elettrodomestici. perchè non vedevo l'ora di scartare un regalo e telefonare per dire grazie.
cose di questo genere. sì.


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01/02/2005

Miss Brightside

adesso andrai a casa, aggiornerai il blog, il fotolog, e poi...

no. non lo farò.
al massimo, 
dirò che oggi è stata una giornata soleggiata e serena. è stata una bella giornata.
di quelle che quando arriva la sera sei stanco morto, ma felice.
ecco.


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