[ a mENo di uNA
                 CoStANTE ]


26/10/2005

Ok, Dante moriva per Beatrice. E
ok, Dante scriveva un sacco ed era tutto per Beatrice. Di Beatrice.
..A un certo punto però Beatrice si fa' gelosa perchè Dante, che era un timidone, dissimula la sua cotta stratosferica per lei: una domenica in chiesa a Firenze si presenta a messa una tizia qualunque, e si piazza esattamente davanti a Dante, proprio sul filo della linea visiva tra lui e la sua bbella Bbeatrice. Lui rimane imbambolato lì un po' infastidito ma forse neanche troppo. E non distoglie lo sguardo da lei. Naturalmente il borgo è piccolo la gente mormora e gli amici alla taverna e le donnine per i calli gli attribuiscono questo flirt con la tizia a caso che gli si era parata davanti quella domenica in chiesa. L'han visto tutti che ha guardato da quella parte per tutto il tempo.. Il buon Dante non conferma nè però smentisce! Lui sì che è astuto. Pensa che in questo modo possa seminare i "sospetti" degli altri per i suoi alati sentimenti verso Lei.
Perchè è nelle regole dell'amor cortese, non rivelare mai nè far trapelare il nome dell'amata. 
Ma l'amor cortese non è (solo) essere gentili!
..E così lui fa il brillante, lei invece se avesse potuto gli avrebbe fatto brillare una bomba sotto lo studiolo - se le bombe fossero esistite, al tempo.
Beatrice si ingelosisce, si agita le si alza la pressione e una disgraziata coincidenza fa' sì che un grumo di colesterolo le ostruisca una via circolatoria importante, trombosi e muore.
..no. muore un po' dopo e non per trombosi.
ma è gelosa, di sicuro si agita e decide di togliere il saluto al nostro Dante.
e con il saluto la salute.
Allora Dante disperato si rivolge alle amiche di lei, che gli fanno notare quanto le sue rime siano sì indirizzate alla loro amica, ma incentrate sui resoconti fisiologici e bollettini psicologici di lui, delle tempeste ormonali del giovane Durante. Tu scrivi di te! gli dicono tutte insieme in coro.
Scrivi di lei! e poi il resto..

..ed è così che nasce la poetica della loda.
Scrivo di te, e poi crepi tutto il resto.
Ok. però poi lei muore.
..questione di mira. questione di insiemistica.


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18/10/2005

va bene tutto, ma il gilet bianco NO.
No al gilet in generale e soprattutto, figurando retoricamente di etimologia, NO al giletti.
No al gilet, che è stato per anni la mia schiavitù infantile di mezza stagione nelle fatture più disparate, ma più che altro disperate. ma anche all'interno di una simile macchia nella città della Moda della Milano da Beve (ciaaaaaaaaaaaaaaaaooooo!), se non altro ho mantenuto, negli anni, una sorta di dignità: il gilet bianco piumineggiante NO. Lo human-report è una buona causa, ma certe visioni mettono a dura prova i succhi gastrici. Il gilet è un atto di palese e noncurante malevolenza verso gli arti superiori, una scortesia, e una capo d'abbigliamento discutibile, a meno che non si tratti di un uso pratico dell'indumento. Il gilet per moda, no! E NO! anche all'ingrugnimento per moda. Le Frau Blücher non fanno impazzire gli stalloni bavaresi, nella realtà. o forse sì ma anche no.

intanto l'incubo di Sandro Ciotti continua ad accompagnarmi nei minuti, mentre rido di me ascoltando parlare un epigono di marge simpson. a tratti violino.


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14/10/2005

se mi chiedessero che cosa significa scrivere una canzone risponderei che significa cantare come un fesso, mentre cammini, al semaforo, in coda al supermercato, sotto la doccia, sottovoce una canzone che non sa ancora nessuno se non tu. e cantarla fino a che non l'hai finita, risolta come un enigma.

ho preso in prestito qualcuna delle frasi che mi hai scritto..
anche io
:)


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13/10/2005

Quello che mi conforta è che le giornate non sono mai esattamente come le avevi immaginate. Ancheperchè difficilmente ci si immagina proprio tutta la giornata, anche a volerci provare - anche potendo contare sul fatto che la velocità con cui si pensa alle cose è maggiore (ma non sempre) di quella a cui poi realmente accadono.
Il che è sia un bene che un mezzo male, ma va bene così. anzi forse è meglio così. Gli imprevisti non sono necessariamente dei mali, come a Monopoli.  
Non succedono delle cose ma ne succedono delle altre, voglio dire!

E poi ci sarebbero un buon numero di cose da dire sulla seconda prima settimana universitaria della mia storia scolastica, ma farei accademia è giustamente al condizionale, e la condizione in questo caso non si avvera.. rimane rimanere a chiaccherare in un chiostro e in un altro, tornare a casa con un disco nuovo ma vecchio quanto te, e le stagioni che non ci sono più ma intanto le giornate si accorciano e tutto il resto, ripassare in posti dove, in posti che, e pensare che una vita si può fare, come gli alberi - ma anche non sia di legno. I due interrogativi fondamentali di ieri e oggi sono i seguenti:

Quante lezioni è possibile sovrapporre nella stessa ora?
e
Il gatto esiste anche all' infuori del segno gatto?
e
Cosa mai voleva lasciar alludere Abramo quando, in risposta alla domanda del suo buon Dio circa le sue coordinate spaziali, rispose "Sono nudo e mi sono nascosto"?


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07/10/2005

vincere è una questione di rincorsa e di pochi chilometri, oggi.
domani boh.
(e anche se non pioveva faceva niente però vabbè.)


dita incrociate GO!


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04/10/2005

ma sono i backstreet boys che ora assomigliano ai good charlotte
o i good charlotte che sono i nuovi backstreet boys?
uiii beliiiiivvv.. ma vaffanculo! (non sono scurrile, è una rima baciata dei gettin'grey)

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03/10/2005

un muffin nello stomaco e la gioia nel cuore -
devo imparare a contare(eeeeeeeeeeeeee)!

ah dimenticavo:
faccio schifo!
(ma almeno sono di parola)


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02/10/2005

me lo dice sempre (anche) mia mamma, che le ore di sonno che perdi, quelle non te le ridanno indietro mai
ma io lo so che dormono quelli che non hanno niente che li tenga svegli

io vivo in casa con il fuso orario,
ultimamente
non è cosa nuova

in casa...


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