21/02/2006
se la moda dei pantaloni della tuta nei calzini da ginnastica passa le alpi e berlusconi viene rieletto
espatrio.
18/02/2006
Bisogna immaginare Sisifo felice.
16/02/2006
questo posto ce lo siamo cercato, e alla fine, trovato! (op.cit.)
dicevamo prima in macchina che in un certo senso uno la propria fortuna deve fare in modo di trovarla. aiutarsi.
Sono le due passate e a quest'ora si dovrebbe dormire. o stare fuori, a chiaccherare. o stare dentro a chiaccherare, che fa freddo. perchè per legge matematica, finiti gli esami finito il bel tempo. è ovvio. insomma a quest'ora si dovrebbero un sacco di cose, ma dormono quelli che non hanno di meglio da fare, io lo ripeto un po' troppo spesso - ma senza che diventi karma. i karma non funzionano senza adesione sincera, diventano formula e le formule spesso le usi senza sapere perchè.svuotate.io lo ripeto, ma non svuoto niente.tengo tutto dentro, non solo in questo caso.
è che ho finito gli esami (per questo mese), e ora ho un sacco di tempo e un sacco di cose per la testa. e forse, ora che ci penso, è per questo che ho il mal di testa. ecco risolto l'enigma.
mi ascolto.si chiama autoreferenzialità. cerco un paio di secondi che le batterie non hanno fatto in tempo a registrare, ne trovo altri che non suonano affatto male.
ascolto solo me, e forse questo è un problema, ma mettersi al centro delle cose, a volte, è necessario alla sopravvivenza. propria, e della specie. è questo che mi frega, ogni volta. ascoltare me, e decidere che c'è ancora qualcosa da dire. con o senza le parole.
oggi meglio senza. oggi le parole suonano tutte di troppo e cadono per terra a fare i cocci.
rompila tu, una teiera! fa rumore!
il tipino di yahoo mi sorride felice. è tutto il giorno che sorride, il cretino. a dire il vero non sta sorridendo a me, è lì - ma guarda da un'altra parte, con la sua bella faccetta. poi ci sono tom cruise e joey potter che si assomigliano sempre di più e sorridono: no, non si sono lasciati - che il mondo cessi di tremare! ..ora che lo so sono un po' più tranquilla. sarà globale, ma è un villaggio.
succedono un sacco di cose a milano, in questi giorni.Milano che è sempre peggio. lo dico perchè ci vivo. in realtà non lo penso, non del tutto. o forse sono troppo intenta alla coltivazione della mia aiuola.dal letame nascono i fior... e io non sono per i cantautori, in generale.
ma dietro la collina si affilano i coltelli
per ritagliare le parole giuste.
e rappezzare con la colla i sogni infranti
degli altri.
a milano passi più tempo trovare parcheggio che ad arrivare.
però attenzione, a trovare parcheggio - significa che poi lo trovi. la selezione dei tratti semantici non è mica roba da pesci lessi. merli bianchi, insomma.
senza doversi risvegliare di colpo a trentadue anni con una moglie una famiglia e un lavoro,
dopo essersi alzati appena laureati.
volevo fare la brillante e uscire col ferari, poi sono arrivata in cinquecento. oh - la cinquecento spacca.e dura più di una ferrari. come i rullanti morenti che s-mettono di fare i rullanti a tempo pieno ed e-mettono suoni che mai ti aspetteresti.
la moratti dice che in un anno e mezzo sarò laureata.
allora sì che avrò un sacco di cose da dire!
basta con le boiate. una nuvola non fa inverno. oh.
08/02/2006
prima che lo scriva filippo lo faccio direttamente io:
ma che cazzo scrivi!??!?!?!?!?!?
sì, mi sto decisamente ammalando.
è che non mi copro bene.
Due o tre anni fa' cercai di mettere insieme le famigerate trentuno canzoni della vita, per sfida con uno sfidante che aveva dichiaratamente gettato la spugna già mentre lanciava il singolar tenzone ("singolar tenzone" è un'espressione che continuo a trovare particolarmente buffa) - per un anno intero. Non ci sono ovviamente mai riuscita. Fu un (altro anno) pieno di canzoni, e molte che andavano a formare quel mucchietto di canzoni da tenere in tasca. il guaio di quella compilazione era che, ad eccezione di un piccolo numero di pezzi "storici" ed essenziali, quelli ascoltati più di recente avevano la meglio sulla memoria ad onta e ad ombra di altri magari più importanti ma per qualche motivo più in là nel tempo etc etc.
è che poi, inoltre, sono sempre stata e rimango una persona fondamentalmente indecisa -
di quelli che, quando possono, risolvono i dubbi amletici scegliendo entrambe le possibilità.
Avevo un foglio, che poi sono diventati due o tre, dove avevo annotato un primo elenco di canzoni. erano già partite divise in due blocchi, una cosa tipo "ora" e "ieri" - sfociata nello sbrodolìo più diffuso.. non ricordo tutte le canzoni che avevo messo, ma accanto ad ognuna -questo sì, me lo ricordo! - c'era annotato un mese e un anno, un periodo preciso.
ho un sacco di occasioni di cui non ricordo magari i particolari, ma le canzoni che suonavano in testa.
magari anche i particolari. forse non avrai i particolari, ma avrai la canzone. difficilmente il contrario, almeno per il momento.
in ogni caso non ci piacciono le regole generali.
per quanto possano essere eleganti.
La storia di questa canzone è varia ed eventuale. sono tante storie in realtà.
una, anche qui. le altre, che non sono poi così tante ma abbastanza, rimangono nascoste.
una è a proposito del passaggio tra una metà e l'altra del pezzo, che aspettavo ogni volta.
i passaggi.
pensaci, perchè i passaggi sono quanto mai importanti.
ci hai mai fatto caso?
non è come nei film, che nei passaggi c'è sempre una colonna sonora fichissima e le immagini passano a singhiozzo,
tipo "best of". la vita non è così.
è molto meglio - sono un sacco di storie.
ma non sono adesso, adesso devo scappare.
strano ma vero, in ritardo un'altra volta ;)
The first time that I met her I was throwing up in the ladies room stall. She asked me if I needed anything; I said, “I think I spilled my drink”. And that’s how it started (or so I’d like to believe)…
She took me to her mother’s house outside of town where the stars hang down. She said she’d never seen someone so lost, I said I’d never felt so found – and then I kissed her on the cheek… and so she kissed me on the mouth.
Spring was poppin’ daises up ‘round rusted trucks and busted lawn chairs. We moved into a studio in Council Bluffs to save a couple bucks. Where the mice came out at night, neighbors were screaming all the time. We’d make love in the afternoons to Chelsea Girls and Bachelor No. 2, I’d play for her some songs I wrote, she’d joke and say I’m shooting through the roof, I’d say, “They’re all for you, dear, I’ll write the album of the year.”
And I know she loved me then, I swear to God she did. It's way she’d bite my lower lip and push her hips against my hips and dig her nails so deep into my skin.
The first time that I met her I was convinced I had finally found the one. She was convinced I was under the influence of all those drunken romantics – I was reading Fante at the the time – I had bukowski on the mind. She got a job at Jacob’s serving cocktails to the local drunks. Against her will. I fit the the bill: I perched down at the end of the bar, She Said, “Space is not just a place for stars – I gave you an inch, you want a house with a yard.” And I know she loved me once, but those days are gone. She used to call me everyday from a pay phone on her break for lunch – just to say she can’t wait to come home.
The last time that I saw her she was picking through which records were hers. Her clothes were packed in boxes, with some pots and pans and books and a toaster. Just then a mouse scurried across the floor….we started laughing ‘til it didn’t hurt.
02/02/2006
al quarto piano vive la signora Parini.
Nell'annus domini corrente duemilaessèi, la signora Parini ha raggiunto una certa veneranda età.
il fatto è che per me ce l'ha sempre avuta, questa veneranda età - è una di quelle persone che anche andando più che puoi a fondo nella memoria che hai, sono sempre state vecchie (e considerando che la veneranda età di cui sopra consta di novantatrè anni, questo risulta più che normale)!
tutti hanno la vecchietta cattiva nel proprio palazzo (adoro generalizzare) - quella cattiva, e se sei fortunato anche quella buona (la mia stava nell'altra scala).
Ecco, la signora Parini ha incusso (sì, il participio passato di incutere è incusso. quello di esigere, esatto. uao!) timore in me per tutta la mia infanzia prolungata oltremodo e adolescenza (quindi in realtà continua a farlo).
Al Quarto piano c'è la radio che va' a volumi incredibili, telefono che squilla. e squilla, squilla, squilla davvero per sempre.
Suona anche il campanello, a quel punto, come ciliegina sul quadretto della natura si spera non morta (vista l'età, sono cose da considerare!).
Dopo un po', al quarto piano c'è sempre la radio che va' a volumi incredibili, il telefono invece non squilla e
la porta si apre, e la signora Parini mette il muso fuori per vedere se per caso anche oggi il mio amico di oresette le ha portato il giornale, visto che l'ha fatto nei giorni passati. per induzione, siamo tutti dei tacchini - il giornale, stavolta, non c'è. ma nessuno viene sgozzato.
<<Signora! le ho suonato il campanello prima ma non ha risposto nessuno!>>
<<Campanello?? No io non ho sentito niente. Sto aspettando mia figlia, doveva venirmi a prendere per andare a fare certe analisi in ospedale ma non si è mica vista! mica si fa' sentire quella, eh!>>
<<Ma guardi che prima c'era il telefono che squillava, non l'ha sentito?>>
<<Telefono??>>
<<Essì! Certo che con la radio a questi volumi non sentirà niente!>>
<<...RADIO!??>>