02/11/2006
da uno a dieci, la tentazione di scrivere le ennesime due righe sulla qualità del clima è molto, molto alta: un sette più. ma per stavolta sarò anticonformista verso me stessa, e liquiderò l'argomento con un bel
non sapevo di abitare in montagna!
ecco, chiuso. fine delle ostilità. ancheperchè con la frequenza con cui sto aggiornando, lascerei il parlare del tempo che fa' e del tempo che faceva per l'ascensore. un intramontabile classico, insieme al "e che scuola fai, ora?" - con la differenza che del tempo può parlarti chiunque, non solo quelli del tuo palazzo.
Poi è da una settimana che le terze pagine sono intasate dalle notizie sul tempo che fa', quello che ha fatto e le ultime teorie su quello che farà: le predizioni del tempo - se continua così e Mosca si riprende, capace che si rompa i coglioni del calcio e si metta a far ballare scimmia e pendolino sul planisfero, tanto più o meno il livello è quello. La stampa è fantastica: settimana scorsa qualcuno si è accorto che oh, caspita, è fine Ottobre e fa' caldissimo - e ha messo la notiziuola in un trafiletto sulla sua testata, allarmando il team di Studio Aperto, che ha colto al volo l'occasione di rispolverare qualche immagine di repertorio e poter tornare ai fasti delle edizioni estive: tette e culi. purtroppo i cani che vengono abbandonati in inverno non fanno notizia, altrimenti ci sarebbe stato posto anche per loro.
Voilà, è così che si avvia l'hype giornalistico: il clima non passa mai di moda, si sa. Settimana scorsa faceva caldo allora tutti allarmati ad annunciare la siccità millenaria la difficoltà per gli sciatori delle generazioni future e i circoli polari che non saranno più quelli di una volta tintarella per tutti e bla bla.
continua.